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Renzi a Machu Picchu, basta italietta delle polemiche

Matteo Renzi, al terzo giorno di viaggio in Sudamerica, inaugura su facebook il diario di bordo per trasmettere, senza filtri mediatici, le impressioni di una missione che punta a rafforzare gli investimenti ma anche a esportare la cultura italiana nel mondo. Innovazione e eccellenze, da Enel ad Astaldi fino ai ricercatori dell’ Osservatorio del Paranal, che rappresentano «un’Italia di cui essere orgogliosi» a differenza «dell’Italietta delle polemiche di una parte della politica o della comunicazione». Dopo aver dormito nell’European Southern Observatory, «capitale dell’astronomia mondiale», nel deserto al nord del Cile, oggi il premier ha raggiunto il Perù per visitare il sito archeologico Inca, Machu Picchu, con il primo ministro della Repubblica del Perù Pedro Cateriano. Un luogo patrimonio dell’Umanità che Renzi non ha voluto mancare perché «è la cultura, prima ancora che il business, a fare da filo conduttore della nostra missione». Paesaggi e sensazioni lontane anni luce dalle polemiche italiane, dalle quali il leader Pd si tiene ostentatamente lontano. Domani mattina la tappa a Lima avrà al centro il business forum tra gli imprenditori italiani, in viaggio con il premier proprio per dare il senso di una missione di sistema, e le più grandi aziende peruviane. Ma oggi Renzi si è concesso anche un appuntamento personale, incontrando il fondatore di Operazione Mato Grosso, don Ugo De Censi, e don Paolo Bargigia, suo professore di religione al liceo, che tanto ha contato nella formazione religiosa personale. Serve, spiega il presidente del consiglio raccontando la visita al Museo dei diritti umani in Cile attraverso la storia di chi ha subito le torture della dittatura, «avere l’intelligenza di vincere la sfida della dignità della politica». E, aggiunge, «la nostra generazione di leader europei che ha vissuto nella pace ha la responsabilità non solo di tramandare la memoria, ma anche di non sporcare la politica che altrimenti diventa facile preda di populismi e spinte autoritarie». Su Facebook Renzi cita ad una ad una le imprese che investono in Cile e di cui essere «orgogliosi» per l’alto tasso di innovazione e modernità. La stessa sfida che lui punta a vincere in Italia contro i «gufi» e i conservatori. In un’alleanza di sistema, invece, con chi, è la tesi del premier, crede nella crescita dell’Italia. Per questo domani a Lima, con il premier peruviano, Renzi farà incontrare le aziende dei due paesi, puntando ad un mercato in espansione che da sempre è fra i principali produttori mondiali di rame, argento, piombo e zinco. E che rappresenta per l’Italia un’occasione di investimenti nel settore delle costruzioni, dell’energia, in quello minerario e alimentare.

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