| categoria: sanità Lazio

DIETRO AI FATTI/ Ci mancava il complotto anti-giudaico nell’affaire dell’Israelitico

Ci mancavano le componenti dell’antisemitismo e dell’odio razziale ad avvelenare l’aria della sanità laziale e a rendere ancora più sgradevoli gli sviluppi dello scandalo dell’Israelitico. Una informativa dei Nas svela uno scenario decisamente inconsueto per le vicende amministrative sanitarie e fa imbufalire i vertici della Regione. Dicono i carabinieri che l’ex direttore generale dell’ospedale Antonio Mastrapasqua avesse tirato in ballo l’allora presidente della comunità ebraica Riccardo Pacifici perché intervenisse su Zingaretti per bloccare i tagli di budget e le inchieste. Andava contrastato un complotto anti-ebraico che vedeva al centro Flori Degrassi (direttrice per la salute e l’integrazione della Regione che si opponeva al riconoscimento dei rimborsi gonfiati al nosocomio n. d. r.) definita da Mastrapasqua non una filo-palestinese, ma proprio “proprio Hamas al 100%.” La pressione su Pacifici funziona – si legge nella informativa, c’è addirittura un incontro in Regione alla presenza del numero uno della comunità ebraica. Ma la DeGrassi tira dritto e i vertici dell’Ospedale tentano altre strade. L’ipotesi del complotto anti-giudaico non ha retto. Dalla Regione negano che vi sia stata una “talpa” nell’affaire, a passare informazioni a Mastrapasqua e soci. Certo è che l’operazione è dei Nas e che gli uomini di Zingaretti sono saliti a bordo al momento giusto.

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