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INTERVISTA/ Riabilitazione a cinque stelle alla Fondazione S.Lucia

La Fondazione S.Lucia Irccs , punto di riferimento a livello nazionale e internazionale per la neuroriabilitazione è sempre piu’ “a cinque stelle”. Elevatissimo livello di cura e di assistenza, elevatissimo livello di ricerca finalizzata, come risulta evidente dagli scores che periodicamente vengono pubblicati da ministeri ed enti scientifici (La Fondazione dispone di oltre cinquanta laboratori di ricerca specializzati nel settore delle neuroscienze e integrati con l’attività clinica dell’ospedale), l’Istituto si e’ arricchito di un elemento in piu’, quello dei servizi sanitari a pagamento. ‎ La nave, affidabile, sicura, e’ la stessa, ma ha un ponte, fuor di parafrasi un reparto, con un servizio alberghiero di livello ancora superiore, ad un costo inferiore di almeno il 50 per cento rispetto a strutture pubbliche di pari livello. La “Private impatiens Unit” del S. Lucia occupa tutto il sesto piano dell’ospedale, una trentina di letti in stanze di degenza di 46 mq, dotate di un sistema di monitoraggio delle funzioni vitali, di bagno, letti motorizzati con telecomando, telefono rete wifi, tv, con arredi adatti anche a periodi prolungati di degenza. Il paziente può scegliere tra stanza singola e doppia, viene assistito in ogni necessità, i pasti vengono serviti in vassoi termici appositamente preparati all’interno dell’ospedale sotto il controllo del servizio dietetico, tenendo conto di specifiche abitudini alimentari o credo religioso. Fin qui il discorso alberghiero. Ma un Irccs , Istituto di Ricovero e Cura a carattere scientifico (titolo conferito dal ministero e detenuto in Italia da un numero limitatissimo di enti) offre sicurezze sul piano sanitario superiori ai normali ospedali. Il reparto per pazienti privati del S.Lucia è diretto da Stefano Paolucci che può contare su una equipe di neurologi, fisiatri, fisioterapisti, logopedisti, terapisti occupazionali, infermieri e operatori sanitari interamente dedicata al progetto riabilitativo e secondo le necessità specifiche del paziente. Con Stefano Paolucci facciamo il punto della situazione.
Un tempo negli ospedali pubblici c’erano i reparti per “dozzinanti”, il paziente pagava (o integrava) ed aveva a disposizione maggiore privacy, più assistenza, la possibilità di familiari a fianco. Con la garanzia di essere all’interno di una struttura sanitaria attrezzata per ogni emergenza. Poi c’erano le cliniche private, ma ovviamente era tutt’altra cosa, anche sul piano dei costi. Il sesto piano del S.Lucia come si colloca e come si presenta rispetto al passato?
I reparto solventi del S. Lucia offre ai ricoverati, alla stessa tariffa erogata dal SSN, un piano omnicomprensivo di valutazione e trattamento riabilitativo, di almeno 18 accessi riabilitativi settimanali, con trattamenti 7 giorni su 7, con una sistemazione alberghiera molto soddisfacente, con assistenza medica 24 ore su 24.
Cosa offre in più il reparto da lei diretto?
Offre ritrovati tecnologici riabilitativi molto avanzati, in particolare specifici dispostivi robotici e di realtà virtuale, un rapporto ottimale medico paziente e un’assistenza infermieristica qualificata
Il S.Lucia è superspecialistico, con una mission ben precisa. Esistono altre strutture private convenzionate in grado di offrire questo tipo di servizi? E nell’ambito specifico della neuroriabilitazione?
Ricordiamo che il reparto è sempre inserito in un IRCCS, ovvero un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, in cui l’assistenza si coniuga alla ricerca scientifica. A questo proposito ricordiamo il ruolo di eccellenza che il S. Lucia ha nell’ambito dei non numerosi IRCCS italiani, ed in particolare nell’ambito di quelli di neuroscienze. Ne deriva che le specifiche del S. Lucia lo rendono praticamente unico nell’ambito della sanità regionale.
Rispetto alle cliniche private di superlusso, che offrono servizi a cinque stelle ma anche un habitat di tipo marcatamente alberghiero,. il reparto del S.Lucia conserva precise caratteristiche ospedaliere anche nell’arredo esterno. Oltre alle apparecchiature avveniristiche (ma quelle con il tempo verranno estese anche agli altri reparti della fondazione) il visitatore esterno non avverte a vista differenze sostanziali
Come già ricordato, il S. Lucia è un IRCCS, per cui la parte alberghiera è importante, ma la funzionalità ospedaliera viene prima. In ogni caso si tratta sempre di stanze ciascuna di 46 metri quadri, con bagno, con 2 letti, di cui uno per accompagnatore, con wi-fi, monitor per rilevazione parametri vitali, TV in camera, accesso riservato.
Quanto costa mediamente, che patologie accoglie e in che percentuale, in un quadro di customer satisfaction, come reagiscono i pazienti/clienti?
Il reparto solventi è riservato a pazienti che per vari motivi non possono e/o non desiderano essere ricoverati in convenzione con il SSN. In particolare a persone che desiderano un maggior confort o che presentano malattie croniche e/o che vengono dal domicilio e che per tale motivo non potrebbero essere ricoverati in convenzione con il SSN. Ricordiamo che le attuali normative permettono l’accesso in convenzione solo per patologie acute a provenienza da un reparto ospedaliero per acuti. Come già detto, la tariffa per il paziente è la stessa di quella erogata dal SSN per quel particolare tipo di patologia.
E quanto incide, nella realtà operativa della cura-riabilitazione il doppio ruolo appunto di pazienti/clienti
La maggiore difficoltà è ricordare ai pazienti che il s. lucia non è un centro benessere, ma un ospedale, che pertanto ha delle sue regole, che vanno rispettate
Questa novità sostanziale dell’offerta rende più forte il S.Lucia nei confronti della Regione e del “mercato”?
Speriamo che sia così

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