| categoria: Roma e Lazio

Cuperlo, Pd spieghi in aula, servono ragioni solide

«La frattura tra la funzione di Roma e la sua immagine attuale nel mondo ha superato una soglia che impone di portare il confronto in una sede pubblica. Questo anche per ricomporre il legame con la parte migliore della città, che esiste e a cui bisogna ridare voce, ascolto, valore. Prima che il destino del sindaco o di un gruppo dirigente, la cura maggiore va rivolta a Roma e alle condizioni nelle quali versa dopo mesi di scandali e lacerazioni». Lo scrive su Facebook Gianni Cuperlo, leader di Sinistra Dem. «Per interrompere una sindacatura votata da 600mila cittadini debbono sussistere ragioni solide e politicamente insuperabili. Quelle ragioni un partito ha il dovere di spiegarle, dibatterle nei suoi circoli e confrontarle nella sede istituzionale (il consiglio comunale), dove ascoltare le ragioni dell’amministrazione, esporre i motivi di una sfiducia e assumersi le proprie responsabilità davanti alla città. Questa è la sola via che rende trasparente una decisione sottraendola alla logica di scelte consumate nella trattativa tra due o quattro persone», aggiunge. «Se la democrazia ha delle regole, questo è il momento delle regole. Quanto alle ricadute di tutto ciò, servirà tempo, pazienza e coraggio per risalire la china. Ma qui comincia una storia nuova tutta da scrivere», aggiunge. «Dice Raffaele Cantone – conclude – che Milano è oramai nelle cose la capitale morale del Paese mentre la capitale di fatto sarebbe oggi priva degli anticorpi necessari a prevenire la corruzione. Parole pesanti, in parte corrette. Ma resta l’immagine».

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