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Fassino, in tempo di crisi sale la fiducia nei sindaci

Il buon vento che da qualche mese a questa parte va a gonfiare le vele dei sindaci non ha più soltanto il profilo istituzionale ma anche il crisma della scientificità. O almeno della percezione della realtà che un sondaggio può avere. L’oggetto del cambio di passo in questo caso è uno studio di Swg, secondo il quale il Comune sarebbe largamente l’ente percepito come più vicino dai cittadini (56%). Un dato che naturalmente viene giudicato con estremo favore dal presidente dell’Anci Piero Fassino, che ha subito ricordato gli anni bui, lasciati da poco alle spalle, dei tagli ai trasferimenti. Secondo lo studio (‘L’Italia che… vuole essere migliore’, realizzato su un campione scelto di 3mila interviste), i sindaci avrebbero un ruolo centrale per lo sviluppo locale almeno per il 65% dei nostri connazionali. Gli italiani sono certi che i sindaci svolgano un ruolo chiave per molti ambiti dell’ amministrazione locale: dalla tutela ambientale (60%), alla qualità della vita (58%), dalla sicurezza (56%) all’ accrescimento culturale (55%), fino alla lotta alla povertà e al sostegno ai giovani (54%). Anche per questo motivo, in un mondo istituzionale in crisi di fiducia, gli italiani pensano che il sindaco dovrebbe avere maggiori poteri nei medesimi ambiti dell’amministrazione cittadina. La rilevazione, ha evidenziato Fassino, che è anche sindaco di Torino, «arriva dopo anni in cui abbiamo dovuto fare i conti con tagli di risorse che hanno inciso fortemente sulla nostra capacità di dare risposte ai cittadini. La crisi ha creato più domanda di servizi e di protezione e ognuno di noi ha fatto fronte ed ha arginato gli effetti della crisi sui cittadini come ha potuto». L’indagine, ha aggiunto l’amministratore piemontese, «ci dice anche che nella crisi c’è un pezzo di società che non ce la fa, e il nostro principale compito di sindaci è quello di essere soggetti di inclusione e coesione sociale, tema che per noi è fondamentale». Per questa ragione, ha ancora ricordato, «ieri ho posto questa questione al Governo, che è quella di garantire agli enti locali gli strumenti e le risorse per assicurare ogni giorno imprescindibili politiche di inclusione e coesione». Il concetto espresso dallo studio della Swg è stato ripreso dall’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, che ha sottolineato in un intervento nel corso dell’assemblea dell’Anci «l’alta considerazione che la gente ha per il proprio sindaco». E ancora più alta, ha sottolineato, «è quella nei piccoli comuni rispetto a tante altre figure istituzionali, sia locali sia nazionali».

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