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Inter, contro la Roma è prova-scudetto

Inter-Roma è uno scontro tra due filosofie diverse di vivere il calcio. Da una parte il cinismo del gioco concreto nerazzurro, ma poco entusiasmante e troppo contratto; dall’altra la manovra spumeggiante, vivace e coinvolgente dei giallorossi che peccano però nell’equilibrio tra i reparti. L’Inter delle vittorie di misura e della difesa invalicabile, contro la Roma dell’offensività straripante e dei successi di ampio margine. La sfida di sabato sera a San Siro metterà a confronto due logiche in contrapposizione che hanno comunque portato le due squadre ai vertici della Serie A. E in 90′ si decreterà quale dei due sistemi è il vincente. Se ad imporsi sarà la Roma, potrebbe dare il via ad una fuga solitaria. Se a prevalere sarà l’Inter, diventerà la candidata numero uno allo scudetto e Mancini non potrà più nascondersi. L’Inter è reduce dal successo di cuore e di carattere, ma non di qualità, contro il Bologna nell’anticipo del turno infrasettimanale. È tornata alla vittoria dopo più di un mese di digiuno, ma giocando forse una delle peggiori prestazioni della stagione se si guarda il primo tempo. La difesa si è confermata solida e ordinata, ma l’attacco, contro un avversario che ambisce alla sola salvezza, ha ancora deluso. Nella squadra di Mancini a convincere a pieno è solo la retroguardia. Solo sette i gol subiti nelle prime dieci giornate, la miglior difesa del campionato. Il tecnico indicando gli acquisti di Miranda e Murillo e reinventando Medel centrale, ha risolto il problema più grave della passata stagione. E proprio sulla prestazione della retroguardia nerazzurra si giocherà gran parte del risultato. Perché i giallorossi arriveranno a San Siro forti del miglior attacco della serie A con ben 25 gol realizzati e trascinati da Pjanic, in stato di grazia, Gervinho, ormai definitivamente rinato, e Maicon, l’ultimo eroe del Triplete capace ancora di fare magie. Mancini, se vuole conquistare un successo che in casa manca dal 23 settembre, dovrà lavorare molto anche sull’approccio alla gara. Sia contro il Palermo che contro il Bologna i nerazzurri non sono scesi in campo con un atteggiamento vincente. Anche l’allenatore si è detto deluso, pretendendo di più dalla squadra. Oggi prima dell’allenamento, Mancini ha parlato ai giocatori per dieci minuti, rimarcando l’importanza della sfida di sabato. Serve il primo tempo visto con la Juventus, se si vuole fermare questa Roma in splendida forma. Jovetic e Icardi, poi, devono cercarsi di più e lavorare insieme. Sono due giocatori caratterialmente e tecnicamente molto diversi che faticano a coesistere. Un confronto interno per conquistare la leadership del gruppo che potrebbe essere controproducente per l’Inter. I due attaccanti dovranno costruire insieme e lavorare l’uno per l’altro per sfruttare il punto debole della Roma che è proprio la difesa. In Champions i giallorossi hanno sofferto proprio a causa dei problemi nelle retrovie e questa mancanza di equilibrio dovrà essere preda del cinismo nerazzurro. Senza Felipe Melo, squalificato, Mancini perde il leader del centrocampo e rilancia al suo posto Guarin al fianco di Medel e Kondogbia. Il francese è chiamato al salto di qualità dopo prestazioni mai convincenti e sempre più deludenti. Contro la Roma non sono ammessi errori, serve intensità e sacrificio da parte di tutti. Non subire e poi tentare un gol che vale tre punti. È quello che vuole Mancini per tornare in cima alla Serie A

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