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Arriva gruppo “rosso” in Parlamento, Civati si sfila

Qualcosa si muove a sinistra del Pd in Parlamento. «Entro breve tempo» nascerà infatti un nuovo gruppo in cui confluiranno i deputati di Sel, Stefano Fassina e che si rivolge agli ex M5s e ad altri parlamentari che dovessero lasciare il partito di Renzi. Un’assemblea pubblica sabato 7 novembre, sulla legge di stabilità, sarà la prima iniziativa politica del nuovo soggetto, dal quale però si sfila Pippo Civati mentre gli ex M5s restano a guardare in attesa. L’idea di un rassemblement parlamentare a sinistra del Pd era nata il 28 luglio scorso, durante un incontro dei senatori e deputati Sel, ex M5s ed ex Pd. La legge di Stabilità doveva essere il passaggio parlamentare decisivo, con la presentazione di emendamenti comuni e alternativi alla proposta del governo. E in effetti così sta avvenendo, ma con alcuni pezzi del puzzle che ancora mancano. Stamani Arturo Scotto e Stefano Fassina, dopo un incontro con sindacati ed associazioni sulla legge di Stabilità, hanno annunciato degli emendamenti «all’insegna dell’equità», ed anche l’appoggio a quelli della minoranza del Pd, con la quale, ha detto Scotto, «il dialogo deve continuare». E poi l’annuncio di una assemblea pubblica, al teatro Quirino di Roma, sabato 7 novembre, in cui aprire il confronto con la società civile. Proprio questa iniziativa precederà la nascita di un gruppo parlamentare «rosso». «Di fronte a un Pd divenuto ormai grigio – ha ironizzato Scotto – serve un po’ di rosso in Parlamento». Con esso collaborerà anche l’economista americano Joseph Stiglitz, già nume tutelare di Syriza in Grecia, di Podemos in Spagna e del Labour di Jeremy Corbin. Ma all’appello mancano diversi nomi, a cominciare da Pippo Civati e dagli altri tre deputati ex Pd ora di «Possibile» (Beatrice Brignone, Monica Gregori e Andrea Maestri) e ai 10 ex pentastellati che ora hanno formato Alternativa Libera. Con Civati c’è stata una divergenza nella primavera-estate, quando questi si è visto negare l’appoggio ai suoi referendum su Italicum e Buona Scuola. Ma soprattutto c’è divergenza politica sul futuro. Un nuovo soggetto, ha detto Civati, «deve nascere prima fuori dal Parlamento, altrimenti sembra una operazione da ceto politico». E il soggetto nascerà se alle amministrative si sarà in grado «di proporre dei candidati sindaci unitari». Cosa su cui si è lontani dall’intesa: diversi dirigenti Sel preferirebbero confermare, laddove hanno funzionato, le alleanze con il Pd, mentre Civati vuole proporre candidati alternativi, come è accaduto per Pastorino in Liguria. Intanto, Giuseppe Lauricella, deputato Pd spesso classificato come esponente della minoranza ma che si muove con una certa libertà, ha depositato un ddl che modifica l’Italicum: via il doppio turno, e premio assegnato alla lista vincente solo se essa ottiene il 40% al primo turno; altrimenti i seggi sono assegnati con il proporzionale puro. Una proposta che potrebbe piacere alla Sinistra piu’ ancora che lo spostamento del premio dalla lista alla coalizione.

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