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Marino: “26 coltellate e un solo mandante, il Pd”

Marino si è congedato di fronte ai giornalisti in campidoglio con un durissimo atto d’accusa nei confronti dei “traditori” e dal partito che lo ha abbandonato. Di seguito il testo del suo intervento davanti alla platea dei media

Roma - In Campidoglio Marino convoca i giornalisti dopo le dimissioni dei consiglieri

«Accoltellato da 26 nomi, ma un unico mandante, il Pd. Si è preferito andar dal notaio. Una politica che discute fuori dal sistema democratico. (applausi)E’ dimostrando assenza di rispetto per i cittadini elettori. Ostinatamente ho chiesto di poter parlare in aula, la casa dei romani, la casa degli eletti dal popolo e mi chiedo ancora perché prendo atto della scelta dei consiglieri di sottomettersi per evitare il confronto democratico, qui quello che avrei detto agli eletti in aula. Grazie. Grazie per il contributo straordinario dato alla capitale e al risanamento dei conti. Il lascito dalla giunta di Alemanno è di 816 milioni al Comune e solo Atac 800 milioni di debiti. Ora i conti sono appianati. Ora Roma può ripartire. Abbiamo rimosso camion bar, tavolini abusivi in centro e periferia, abbiamo impostato la raccolta dei rifiuti e Malagrotta è stata chiusa in 50 giorni, ma forse qualcuno vuole ripristinarla, la raccolta differenziata è a livelli europei, e ciò permetterà di abbassare le tasse dei rifiuti. Abbiamo aperto la metro C, ma quando ci siamo insediati la talpa era ferma e non si sapeva quando sarebbero ripartiti i lavori. I debiti di 874 milioni sono debiti accumulati tra il 2010 e il 2013 di Atac. Stavamo ripianando ma oggi dico che è necessario un investimento regionale e del governo nazionale. Sui treni Roma Lido si soffre caldo d’estate e il freddo d’inverno perché sono treni di superficie, ormai vecchi e non più adatti. Noi ci siamo ritrovati con tutti i problemi da risolvere. Per gli alloggi d’emergenza si usavano i residence attraverso i quali il Comune, a causa delle politiche anni ‘90, garantiva alloggi d’emergenza abitativa, per es. 50 metri quadrati a Pietralata, il comune lo pagava 3550 euro al mese. Ieri sera abbiamo deciso il buono casa e basta con i residence. Nuovi investimenti per la città: l’abbiamo candidata ai giochi olimpici 2024, il nuovo stadio della Roma, sono previsti 5000 posti di lavoro solo nella fase di costruzione. Tra poche settimane inizieranno i lavori delle torri all’Eur, abbiamo fatto il concorso per riqualificare il quartiere del Flaminio, abbiamo scelto con una commissione i migliori. (applausi)..anche questo è compito di una amministrazione a cui stanno a cuore i cittadini. Avrei chiesto all’Aula cosa ho sbagliato, perché io non l’ho capito. Vorrei sapere quali sono gli errori che mi si rimproverano. La maggioranza vuole rinnegare le scelte che hanno condiviso in campagna elettorale. In questo momento si sta consumando una cosa importante per la democrazia e avrei risposto punto per punto. Avrei parlato al Partito democratico per il quale ho creduto ma che oggi mi ha deluso per i suoi dirigenti, negando il proprio stesso nome partito “democratico” (applausi) . Come può un partito democratico ridursi a negare la discussione democratica, la politica è confronto non è un notaio. Dopo un dibattito franco, democratico, guardandosi negli occhi, a viso aperto, alla fine avrei stretto le mani a tutti i consiglieri e alle consigliere oppure se mi avessero chiesto di continuare a servire le istituzioni lo avrei fatto. Avrei chiesto di fare quello che crediamo giusto e non quello che conviene di più a qualcuno in un determinato momento. Questi mesi sono stati straordinari per me, ho lavorato con passione e determinazione particolare. Nella mia vita ho lavorato tanto, ma mai con questa l’intensità. Avrei voluto condividere e aprire il governo a tutta la città, ringrazio chi, due anni fa, con il proprio voto ha deciso di dare il cambiamento a Roma, ringrazio gli assessori che hanno condiviso il percorso. Ringrazio i presidenti di municipio, spero che proseguano il lavoro, ringrazio i consiglieri che mi hanno sostenuto e auguro buon lavoro al commissario che verrà e che di lavoro ne avrà tanto. Il segno lasciato è un segno profondo. Spero che le nostre scelte non siano cancellate e non si torni indietro. E’ in gioco Roma. Si può fermare una squadra, ma non si possono fermare le idee». Redazione Online News

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