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“Check up diritti”, nel Lazio l’11% delle denunce per cattiva sanità

«Check Up Diritti è un progetto nato nel 2013 con il supporto del Ministero dello Sviluppo Economico e la collaborazione di Codici, Altroconsumo, Acu, Casa del Consumatore e Lega Consumatori. Questo progetto, si è concluso con un evento finale il 27/10/2015 a Milano». Lo comunica Codici in una nota. «L’obiettivo di Codici – dice Davide Zanon, Segretario Regione Lombardia – è stato il monitoraggio costante dello stato di salute della sanità in Italia e ne è uscito un quadro decisamente poco lusinghiero». «Un po’ di dati per riflettere – prosegue la nota – metà delle famiglie italiane ha dovuto rinunciare in un anno ad almeno una prestazione di welfare, dalla sanità all’istruzione, al socio assistenziale e al benessere. Gli italiani pagano ‘di tasca proprià il 18% della spesa sanitaria totale – cioè, oltre 500 euro procapite all’anno – contro il 7% della Francia e il 9% dell’Inghilterra. Il 53,6% degli italiani dichiara che la copertura dello stato sociale si è ridotta e paga di tasca propria molte delle spese che un tempo venivano coperte dal sistema di welfare nazionale. L’Osservatorio malasanità del Codici ha analizzato ed incrociato numerosi dati resi noti da fonti ufficiali ed istituzionali: »Il quadro delineato è impietoso. Decessi e denunce per malasanità, una classifica drammatica che vede la Sicilia al primo posto con il 20% di denunce, seguita da Calabria: 19%; Lazio:11%; Campania: 6,5%; Emilia Romagna e Puglia: 6,3%; Toscana e Lombardia: 6%; Veneto: 5%; Piemonte: 4%; Toscana: 3,8%. Drammatici anche i dati relativi alle denunce per eventi con decesso« I maggiori approfondimenti per il progetto check up sono stati effettuati in Sicilia, Calabria, Lazio, Abruzzo, Puglia e Lombardia. I nostri centri di supporto ai cittadini, tramite denunce, richieste di aiuto e segnalazioni, hanno raccolto numerosi dati e hanno reso possibile un’osservazione costante volta alla comprensione del funzionamento della sanità pubblica (inteso nella sua globalità: assistenza, velocità di soccorso, cure mediche, prenotazione esami, malasanità, ecc…). In aggiunta, per sensibilizzare la cittadinanza e trovare soluzioni da parte delle Istituzioni, abbiamo creato interessantissimi workshop nelle varie regioni Al tavolo dei lavori, per ciascuna Regione, sono intervenuti professionisti del settore, Associazioni con specifiche competenze in materia di Sanità, politici locali e giornalisti che hanno ascoltato con sgomento le storie delle vittime. In particolare, Codici, attraversando tutto lo Stivale e interrogando i cittadini, ha voluto porre l’attenzione sulla qualità dei servizi sanitari pubblici e privati, per individuare la personalizzazione e umanizzazione assistenziale. Abbiamo analizzato, per cogliere la più piccola sfaccettatura della situazione, il livello qualitativo delle strutture sanitarie e sociosanitarie e il livello di informazione e sensibilizzazione dei cittadini. La strada da percorrere è tutta in salita, sia le strutture che i servizi lasciano molto a desiderare e l’informazione è bassissima, ci auguriamo che il portare alla luce queste problematiche contribuisca a smuovere le acque».

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