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CREDITO/ Il protesto cade se l’assegno si paga entro 60 giorni

La Corte d’appello del Tribunale di Palermo ha annullato le sanzioni comminate dalla Prefettura ad un imprenditore protestato. La legge 386/90 – spiega il giudice – prevede che la sanzione prevista per emissione di assegni a vuoto non si applica se il titolo viene coperto entro 60 giorni dalla scadenza e l’uomo – difeso dallo Sportello tutela credito – ha dimostrato di aver pagato il dovuto nei termini sanando così la sua posizione (sentenza 1109/2015, giudice Claudia Spiga). In primo grado, tre anni fa, il giudice di pace aveva respinto il ricorso dell’imprenditore contro il provvedimento che comminava la sanzione pecuniaria, l’ interdizione per due anni dalla emissione di assegni e l’ iscrizione alla Centrale allarme interbancaria. Il giudice d’appello ha disposto anche il risarcimento delle spese sostenute.

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