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FERROVIE/ Il macchinista unico finisce in tribunale, chiusa l’inchiesta su Trenitalia

Il macchinista unico finisce in tribunale. La procura di Torino, con un atto che annuncia l’intenzione di chiedere il rinvio a giudizio dell’indagato, ha chiuso formalmente un’inchiesta a carico di Vincenzo Soprano, amministratore delegato di Trenitalia. Si contesta la violazione del testo unico del 2008 in materia di sicurezza sul lavoro e, in particolare, la parte relativa al cosiddetto «documento di valutazione dei rischi» che ogni azienda deve mettere a punto: un documento che, a quanto pare, è lacunoso. La figura del macchinista unico è stata varata quasi tre anni fa dopo una specie di rivoluzione copernicana: alla guida del convoglio doveva esserci (e c’è) un solo operatore, supportato da tecnologie all’avanguardia. Perplessità, polemiche, proteste e vertenze non sono mancate. A Genova se ne occupò il tribunale civile in una causa di lavoro promossa da un dipendente licenziato perché non voleva salire sul locomotore. A Torino si è mossa la magistratura penale. E anche a Roma, dove lo scorso gennaio un giudice respinse la proposta di chiudere con una sanzione pecuniaria un procedimento (con Soprano indagato) aperto dopo alcune denunce su guasti e incidenti. In questo specifico filone d’indagine tutto subalpino il pm Raffaele Guariniello si è concentrato su un solo aspetto del problema: cosa succede se il macchinista viene colto da malore in galleria? Il convoglio deve essere portato all’uscita (o all’imbocco del tunnel). Ma i soccorsi, secondo il magistrato, non sono garantiti in tempi rapidi: possono passare anche quaranta minuti. E il capotreno, cui spetta il compito di intervenire, viene distolto dagli altri incarichi. Tre Asl del circondario di Torino svolsero, nel corso del 2014, una prima tornata di controlli e ordinarono di prendere provvedimenti. Bisognava migliorare l’organizzazione mettendo tutto nero su bianco nel documento di valutazione dei rischi. E questo, secondo gli ispettori, è stato fatto solo in parte. Così è scattata la contestazione a carico di Soprano. L’amministratore delegato, per Guariniello, deve essere considerato a tutti gli effetti il «datore di lavoro» dei macchinisti. Ed è a lui, quindi, che in base all’articolo 29 del testo del 2008 tocca la responsabilità della stesura del documento. Quanto alla tempistica della violazione, si considera «commessa a tutt’oggi».

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