| categoria: Roma e Lazio

FOCUS/ Renzi-Orfini, Marino responsabile, ma la crisi è del Pd di Roma

L’unico responsabile della fine del mandato Marino è Marino stesso. Utilizza i social network Matteo Orfini per fare il punto della situazione, a 24 ore dalle dimissioni di massa dei consiglieri dem e dalle pesanti accuse del primo cittadino che ieri, in una gremitissima sala della Protomoteca, ha accusato senza mezzi termini il suo partito di averlo «accoltellato» su richiesta di «un unico mandante», cioè Matteo Renzi. Un’accusa che il segretario-premier rimanda al mittente: «Ma quale mandante, ma quale congiura. Una città o funziona o non funziona, se non funziona bisogna prenderne atto», ha tuonato. L’epilogo della vicenda romana non ha fatto altro che rimarcare ancora una volta il profondo solco della frattura tra il Pd ed il sindaco «marziano». Un rapporto turbolento finito nel peggiore dei modi, con i consiglieri dimissionari chiusi nel silenzio ed un partito ai minimi termini, senza segretario ormai da un anno e con l’incognita congresso, quando incombe una campagna elettorale che potrebbe segnare il definitivo colpo di grazia. Per questo si starebbe pensando ad un «dream team» – sulla falsariga di quello che affiancherà il nuovo commissario in Campidoglio – che potrebbe accompagnare o sostituire lo stesso Orfini. È stato lo stesso presidente Pd oggi sulla stampa ad esprimere interrogativi sul suo futuro come commissario del partito romano. «Aiutare Marino è stato il mio principale obiettivo. Gli ho fatto da scudo umano», scrive Orfini sul proprio profilo Facebook sottolineando però che «c’è un punto oltre il quale non si deve mai andare: se continuare significa danneggiare la città occorre fermarsi». «Perchè – spiega – la perdita di credibilità e autorevolezza del sindaco, di cui solo lui è responsabile, non la possono pagare i cittadini». Ora, continua Orfini, bisogna «costruire un progetto vincente intorno ad un’idea di cambiamento della città». Stesso pensiero espresso dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che fino ad oggi aveva deciso di tenere un basso profilo sulla vicenda Marino. «Ovviamente a me dispiace moltissimo, umanamente e politicamente per tutto – dice -. Ora tutti i cittadini ci chiedono non le polemiche ma soprattutto, a chi ha responsabilità, buon governo ed efficienza, e quindi bisogna aprire una nuova fase». Il rischio, è il pensiero ricorrente nei corridoi, è che non ci sia più tempo, con quelle firme dal notaio che aleggiano come uno spettro sul destino del partito dove si è già al lavoro per convincere i numerosi indecisi a restare.

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