| categoria: In breve, Senza categoria

Parigi sogna una nuova vita per gli Champs-Elysées

Nuova vita agli Champs-Elysées: il comune di Parigi intende lanciare – entro il 2025 – un grande cantiere per ridorare il blasone di quella che senza falsa modestia viene chiamata dai parigini ‘la plus belle avenue du monde’, il più bel viale del mondo, uno dei simboli della ‘grandeur’ transalpina, alla stregua di altri luoghi emblematici come l’immenso Louvre o la Tour Eiffel. Quasi due chilometri di boutiques, brasseries, cinema, locali e ristoranti, tra la mole dell’Arco di Trionfo e l’obelisco di Place de la Concorde. Il vasto progetto di rilancio del viale – solcato ogni anno da 20 milioni di turisti, ma anche dalla parata militare del 14 luglio e spesso dai ciclisti del Tour de France – prevede, tra l’altro, la creazione di ampie zone pedonali, piste ciclabili, e giardini nuovi di zecca. Si, perché se viene ammirata in tutto il mondo per la sua grandiosa prospettiva e le scintillanti vetrine dei negozi – specie a Natale, quando si accende di migliaia di luci di festa (quest’anno verranno inaugurate il 14 novembre dall’attore Jean Dujardin) – la ‘voie royale’ non è proprio il miglior esempio di sostenibilità urbana. Sulle otto corsie (nei due sensi di marcia) il flusso di auto è incessante, giorno e notte, tanto che si potrebbe cinicamente ribattezzare ‘la plus belle autoroute du monde’, la più bella autostrada del mondo. Traffico, smog, inquinamento acustico e ambientale. «Oggi l’aria è irrespirabile», deplora il presidente del comitato di zona, Jean-Noel Reinhardt. Sempre più snobbati dai parigini doc, gli ‘Champs’ – come vengono chiamati dai ragazzi – sembrano ormai trasformarsi in un immenso ‘Duty Free’ senz’anima riservato ai turisti. Così l’idea di un rilancio in grande stile. «L’avenue non può essere solo una destinazione per turisti, deve tornare ad attrarre i parigini e gli abitanti della regione», spiega al quotidiano Le Parisien, Jean-Louis Missika, assessore all’urbanismo del sindaco, Anne Hidalgo. Per lui, ad esempio, «i giardini che si estendono dal Rond-point a Place de la Concorde potrebbero diventare un immenso spazio per passeggiare» nel verde. Come ai tempi della Belle Epoque. Nell’opera di Marcel Proust, per esempio, è proprio qui che il Narratore, ancora bambino, incontra l’amatissima Gilberte, uno dei personaggi più simbolici della sua ‘Recherche’. Tra fine dicembre e inizio gennaio, l’Apur, l’atelier parigino di urbanismo, presenterà le linee guida che dovranno ispirare il rinnovo. L’arrivo di un tram ibrido – Blue Tram – e di bus elettrici durante la Cop 21, la conferenza internazionale sul clima, tra fine novembre e metà dicembre, dovrebbe prefigurare i futuri cambiamenti. Il comune vorrebbe poi attribuire più spazio alla cultura. Anche se i cinema sono ancora tantissimi, si pensa a nuovi centri d’arte e un teatro in altezza. Oltre che rooftop accessibili a visitatori e cittadini, come a Manhattan. Gli ultimi grandi interventi sul viale cantato da Joe Dassin risalgono ormai a vent’anni fa, quando il sindaco era ancora Jacques Chirac e le baguettes si pagavano in franchi. Oggi il valore immobiliare di una casa può superare i 20.000 euro a metro quadro, specie sul lato dei numeri pari dell’avenue, a destra, guardando l’Arco di Trionfo. Il motivo è semplicemente legato alla migliore esposizione al sole. A Parigi, dove le belle giornate sono merce rara, anche un piccolo raggio in più può valere tantissimo.

Ti potrebbero interessare anche:

Nasce il Drone made in EU, c'è anche Finmeccanica
CRIMEA/ Sotto sequestro la sede del Consiglio dei Tatari
Nina Moric ricoverata in ospedale dopo un tentativo di suicidio?
PORTI/ Monti (Civitavecchia), servono presidenti, non commissari
Jesolo, quindicenne violentata in spiaggia
IX Mese Mondiale Alzheimer, 1 su 5 decessi da Covid-19 sono persone con demenza



wordpress stat