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Congresso radicale, segnali contrastanti. Assente Bonino, freddo Pannella

Emma Bonino assente, Marco Pannella presente ma non entusiasta. I Radicali escono dal loro XIV Congresso di Chianciano Terme con un nuovo segretario, Riccardo Magi, e un progetto di rilancio che per la prima volta non vede i leader storici tra i principali fautori. Segno di un tentativo di dare al partito un nuovo avvio, partendo dalle grandi città e dalle battaglie, come quella del referendum, oggi cavalcate da altri partiti. Ad interpretare questo progetto ci sarà Magi, consigliere comunale uscente a Roma e tra quelli che hanno detto ‘no’ alle dimissioni di massa volute dal Pd per porre fine all’era Marino. Magi – che succede a Rita Bernardini – viene eletto con 102 voti favorevoli, 17 schede bianche e 5 nulle (mentre 16 voti sono andati all’altro candidato, Nicolino Tosoni). Ma tra i sì che lo portano alla guida dei radicali non c’è quello di Pannella. Sulla mozione di Magi, spiega l’anziano leader, «mi sono astenuto, perché un minestrone, non è né carne né pesce». Pannella rimarca «la stima e il buon rapporto» con il neosegretario ma nega che la sua mozione comporti una svolta per il partito. «Mai come in questo momento continuiamo a vivere una vita e una tradizione che è storicamente Radicale», afferma Pannella che, comunque, dalla battaglia radicale non si tirerà indietro: «non è che un inizio, continuiamo la lotta». Di certo, con l’elezione di Magi – e con quella del consigliere comunale milanese Marco Cappato alla presidenza – i Radicali puntano a «rendere concreta» la loro presenza politica già alle prossime comunali, che toccheranno quelle grandi città su cui saranno concentrate le loro battaglie: da quella dell’accoglienza a quella della legalità, da quella referendaria a quella federativa. A Roma Magi aveva già messo in campo una serie di iniziative, dalla campagna Accogliamoci, promossa con Bonino per il superamento dei campi Rom, allo sciopero della fame contro lo sperpero di risorse pubbliche iniziato 7 giorni prima dello scoppio sul ‘Mondi di Mezzo’. Tutti punti che, in vista del voto di primavera verranno ripresi, in attesa che si delinei il quadro delle alleanze. Ma sul rapporto con il Pd a livello nazionale Magi – che su una sua eventuale candidatura a sindaco di Roma non si è esposto – è chiaro: «Abbiamo gli strumenti per incalzare il Governo».

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