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Pronto il decreto salva-regioni, sospiro di sollievo per il Piemonte

Il Piemonte tira un sospiro di sollievo: il decreto salva-regioni tanto invocato dal presidente Sergio Chiamparino, al punto da dimettersi dal vertice della Conferenza delle Regioni, è pronto. E la prossima settimana, forse già lunedì, arriverà in Consiglio dei ministri. «I segnali giunti da autorevoli esponenti del governo incoraggiano, attendiamo con fiducia», si limita ad affermare all’ANSA il vicepresidente e assessore al Bilancio del Piemonte, Aldo Reschigna, che vede ormai vicina la soluzione ad un problema in realtà «di molte Regioni». Il testo del provvedimento, studiato nei giorni scorsi, è scritto nero su bianco. Riguarda tutte le Regioni che, come il Piemonte, hanno fatto ricorso ai fondi del Salva Crediti e a cui, lo scorso luglio, la Corte Costituzionale ha imposto di contabilizzarli nel bilancio regionale. Sulla base di questa indicazione, lo scorso 20 ottobre, la Corte dei Conti ha certificato un buco da 5,8 miliardi per il Piemonte. Che, sommato a quello delle altre Regioni nella stessa situazione, per lo Stato sarebbe lievitato fino a 20 miliardi. «Non chiediamo soldi né spalmature: il decreto che attendiamo precisa norme di contabilità – ha spiegato nei giorni scorsi il presidente Chiamparino -, ponendo rimedio alle ambiguità del decreto 35 sul pagamento dei fornitori». Ora la soluzione nel decreto, che al Piemonte dedica l’articolo 4, i cui effetti – secondo quanto appreso – verrebbero poi assorbiti dalla Legge di Stabilità, senza che quindi debba essere convertito in Parlamento. «Noi chiediamo certezze – sottolinea Reschigna – per continuare il lavoro che il presidente Chiamparino ha da subito avviato, con la convinzione che questa amministrazione regionale è chiamata a dare risposte alla grave situazione economica e finanziaria del nostro bilancio. E per poter contribuire alla costruzione di politiche di sviluppo del Piemonte».

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