| categoria: sanità Lazio

IN PRIMO PIANO/ Emergenza, siamo in guai seri

di Giulio Terzi
Niente ancora sul fronte delle nuove ambulanze, non sono ancora stati assunti e formati medici, infermieri, barellieri, ausiliari. Ci sono solo i Pronto Soccorso “rigenerati”. All’Ares 118 tutti tacciono ma siamo a un passo dal caos. Dovrebbero entrare in campo (proprio ora) i vincitori del bando per la sostitizione di uomini, mezzi e postazioni della Croce Rossa (operazione tutt’altro che semplice e indolore). Aspettano da un anno, che si fa? Infine l’entrata in servizio del “numero unico”, il 112 che dovrà filtrare tutte le chiamate per incidenti, malati, rapine, incendi e smistarle ai servizi competenti. Si parte il 17, servono cento operatori, ne hanno raccolto un terzo. E devono ancora addestrarlo

Arriva il Giubileo e Roma non ha niente da mettersi, si potrebbe dire parafrasando il titolo di una commedia politica degli anni Settanta (quando si parlava di rivoluzione). Questa volta si parla invece di sanità, del sistema di emergenza, che tutti fingono di aver lasciato in un angolo. Come se fosse tutto a posto, tutto pronto. E invece non è pronto niente, nessuno informa naturalmente i media, che si guardano bene dall’approfondire. Il governatore Zingaretti inaugura i Pronto Soccorso rimessi a nuovo, sorride (a denti stretti, la vicenda Marino ha sicuramente scosso i nervi di tutti, ai vertici della Regione) e pensa alle grandi strategie e all’avvicendamento dei manager scomodi. Nessuno gli ricorda che siamo a novembre e che praticamente è ancora tutto fermo. La situazione è per lo meno delicata, se non vogliamo dire critica. Un esempio. Le nuove ambulanze per il Giubileo? Zero, tutto fermo, le prime due gare sono andate deserte, della terza non si sa niente. Verranno prese all’ultimo minuto e certamente non a un prezzo conveniente? Probabile, dovrebbero essere una quarantina, spacciate come un valore aggiunto, mentre se arriveranno andranno a coprire i buchi lasciati da quelle giacenti nei parcheggi e pronte per lo sfasciacarrozze. Le assunzioni di medici, infermieri, barellieri? Tutto ancora in itinere, senza scendere in imbarazzanti dettagli. Un dato è certo, nessuna assunzione è stata fatta, e se si considera che gli assunti dovranno fare un periodo di formazione e si guarda il calendario si può cominciare a tremare. In questo panorama un piccolo giallo, che certo non contribuisce a rasserenare l’ambiente e mettere il sistema in condizione di funzionare al meglio. Qualcuno ricorderà che l’estate scorsa una Ati di imprese, raccolte dietro la Health Croce Amica ( azienda leader nel campo privato), aveva vinto la gara per subentrare alla Croce Rossa, storico partner dell’Ares 118. La Cri, già turbata dalla sua trasformazione istituzionale, aveva fatto una offerta troppo alta. Ed era stata tagliata fuori. Una battaglia legale durata un anno aveva congelato la situazione, ma il Tar ha dato per l’ennesima ragione ai vincitori che con un comunicato hanno avvisato nei giorni scorsi la loro entrata in campo dal primo novembre, con uomini e mezzi al posto dei presidi della Cri. Un nodo rimaneva aperto, l’assorbimento di alcune centinaia di operatori ex Cri. Il passaggio di consegne, ad oggi, non è avvenuto, tutti tacciono, ma è chiaro anche ad un bambino che non si possono sostituire uomini e mezzi sul territorio su uno scacchiere così delicato per la vita della gente. Avverrà nei prossimi giorni? L’operazione si sommerà al già citato restyling del parco mezzi e uomini dell’Ares? C’è da mettersi le mani nei capelli. E nessuno ne vuol parlare, anche se il problema c’è ed è grosso. Ma non è finita. Siamo alla vigilia dell’avvio del famoso “numero unico”, quel 112 imposto dalla Ue che dovrà fare da collettore a tutte le chiamate di emergenza, sanitaria, di ordine pubblico e altro sostituendosi ai carabinieri, al 113, al 115, al 118. Ebbene si parte il 17, tra una manciata di giorni nella maxi sede riattrezzata di via Laurentina dovranno sedersi con le cuffie alle orecchie almeno cento operatori superspecializzati in grado di decidere in una manciata di secondi sull’invio di una ambulanza, delle volanti per una rapina in corso, dei pompieri per un incendio sulla base di valutazioni fatte in tempo reale. Ma gli operatori non ci sono ancora. Si è preferito fare un bando riservato all’interno del sistema, fidando nel fatto che telefonisti del 118, di altri servizi ed agenzie scegliessero la nuova impresa. Si sono presentati in pochissimi, e tra questi alcuni hanno rinunciato subito. Diciamo che siamo ad un terzo dell’organico necessario. Che ovviamente in qualche modo dovrà essere formato. E’ chiaro, siamo in affanno ma non ancora nel panico. Che potrebbe subentrare tra qualche giorno.

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