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Guerini contro la sinistra: il loro nemico è il Pd, non la destra

 «Le uscite a sinistra spesso hanno portato come risultato di favorire gli avversari e loro così stanno facendo il gioco della destra». A dirlo è il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini, in una intervista alla Stampa nella quale esclude tuttavia che alle elezioni Comunali di primavera possano ripetersi casi simili a quello di Genova, dove lo scontro a sinistra ha consentito la vittoria di Giovanni Toti, candidato di Fi e Lega: «Penso che il Pd abbia la forza per non correre questo rischio. Da quando Renzi è segretario, mi pare che l’obiettivo fondamentale di conquistare nuovi elettori lo abbiamo centrato». «Non temo effetti nefasti di avere nemici a sinistra. Sono loro – dice Guerini riferendosi a chi ha detto addio al Pd – che devono temere il rischio di restare una presenza di pura testimonianza. Come ha già detto Renzi, stiamo realizzando l’intuizione originaria del Pd, una grande forza del centrosinistra riformista che sa assumersi fino in fondo la sfida del governo. Non vedo grandi spazi per ciò che nasce a sinistra fuori da questa prospettiva. Come e con chi vorrebbero governare il Paese? Mi pare che i primi indizi della nascita di questo nuovo soggetto siano caratterizzati da una forte polemica col Pd. Siamo noi il nemico individuato, più che la destra». Guerini parla anche della corsa alla successione di Ignazio Marino a Roma. «Marchini? Non faremo ammucchiate contro Grillo anche perchè non abbiamo paura di nessuno». Quanto alla legge elettorale, «l’Italicum garantisce rappresentanza e governabilità e una sua modifica non è all’ordine del giorno», dice il vicesegretario del Pd. Sulle possibili modifiche alla manovra, infine, Guerini afferma che «il confronto potrebbe portare ad alcune modifiche, ovviamente senza stravolgerne l’impianto. Ma su certi punti non torniamo indietro». 

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