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Riparato il by-pass, Messina resta in emergenza idrica

Nonostante sia stato riparato il baypass che collega l’acquedotto di Fiumfreddo a quello dell’Alcantara, a Messina è sempre emergenza. Da due settimane i rubinetti di gran parte della popolazione sono a secco e solo da domattina, assicura il direttore dell’Amam, Luigi La Rosa, «in alcune case l’acqua comincerà ad arrivare». I cittadini però sono esasperati, in centinaia si sono radunati oggi davanti al Comune per protestare contro l’amministrazione e contro l’Amam, la municipalizzata che gestisce la distribuzione idrica. Un gruppo ha occupato anche l’aula consiliare. La Protezione civile e l’Esercito stanno rifornendo con le autobotti le scuole e gli ospedali, mentre Stato e Regione hanno già stanziato 3 milioni di euro per la messa in sicurezza della collina a Calatabiano, dove è avvenuta la frana che ha interrotto la condotta. I fondi serviranno anche per la realizzazione di un secondo bypass. La task force della Protezione civile nazionale con 40 tecnici, guidati dal dirigente regionale Calogero Foti, nominato commissario per l’emergenza, lavora a pieno ritmo con l’obiettivo di riportare la normalità in breve tempo. Intanto il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, continua a chiedere la testa del management dell’Amam, ritenendolo responsabile del disastro idrico: «Trovo allucinante che per la rottura di una conduttura siamo stati costretti a dichiarare lo stato di emergenza e lo stato di calamità naturale». «Quando ero sindaco a Gela e c’era un guasto al dissalatore pensavo a come risolvere il problema e non a chiedere lo stato di calamità naturale», accusa il governatore, secondo cui «sarebbe stato sufficiente prendere a modello gli antichi romani che scavalcavano le frane allestendo nuove tubature magari esterne». Nella polemica entra anche il senatore Maurizio Gasparri (Fi) che definisce «deprecabile l’inerzia delle autorità locali e della magistratura». E le associazioni dei consumatori sembrano fare a gara per le le class action: dopo ‘Consumatori Associati’ e ‘Codacons’ anche ‘Unione Consumatori’ di Messina ha presentato la sua iniziativa. Per il presidente del movimento, Mario Intelisano «la class action è possibile solo nei confronti dell’Amam, che, nella carta dei servizi e nei contratti aveva garantito di poter erogare il servizio anche in mancanza di una fonte di approvvigionamento».

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