| categoria: litorale, Senza categoria

Sel, bene i sequestri al Tibidabo, ora ritiro delle concessioni

«Guardia Costiera e Vigili Urbani hanno sequestrato, a causa di manifesti abusi edilizi, alcuni spazi dello storico stabilimento balneare Tibidabo. Sono anni che denunciamo pubblicamente la situazione di stratificata illegalità in cui versa il Mare di Roma. Non c’è spazio per fantasiose o semplicistiche ricostruzioni, nel nostro territorio per troppi anni le leggi sono state violate e calpestate, vogliamo dire basta a tutto questo». Lo sottolinea Marco Possanzini, coordinatore di Sel nel X Municipio di Roma. «Vogliamo che le economie che si fondano sul mare di Roma siano una occasione di sviluppo per tutti, un modello di sviluppo sano, moderno, e non un sistema sottosviluppato capace di arricchire i soliti noti così come lo è oggi – continua – Corruzione, infiltrazioni criminali, gestione padronale e predatoria del mare di Roma, sono le conseguenze più evidenti di un sistema malato che va scardinato, profondamente cambiato». «I sequestri di ieri vanno nella giusta direzione ma non basta, è necessario ritirare le concessioni a tutti quegli imprenditori che hanno violato la legge – afferma – Sono anni che denunciamo questa situazione, insieme a tante associazioni di cittadini, ed è per questo che vogliamo un confronto con il commissario prefettizio Vulpiani. Abbiamo protocollato più di un mese fa una richiesta di incontro presso gli uffici di Presidenza del Municipio X ma al momento nessuno ci ha risposto o convocato ed anzi, oltre al danno la beffa, è notizia di questa mattina che il Prefetto Vulpiani incontrerà martedì prossimo una delegazione della Federbalneari per discutere di un progetto condiviso sulla sicurezza del lungomare». «Noi crediamo che la prima cosa da fare per mettere in sicurezza il Mare di Roma, togliendolo dalle mani di chi ha violato le regole per decenni, sia l’abbattimento immediato del Lungomuro e il ritiro delle concessioni a quei soggetti che non hanno rispettato la legge», conclude. «I primi sigilli posti ieri allo stabilimento balneare Tibidabo e la paventata revoca della concessione al suo gestore potrebbero essere solo l’inizio di un autunno caldo di legalità. Esattamente un anno fa denunciavamo, come Radicali e come cittadini, una serie di concessioni che, insieme al Tibidabo, non hanno rispettato i termini delle autorizzazioni loro concesse dallo Stato italiano, innalzando barriere di cemento e di illegalità che impedivano di fatto la vista e l’accesso libero al mare. Le nostre denunce sono proseguite durante tutto l’ultimo anno, quando, improvvisandoci ‘ausiliari della legalità’ con i tanti compagni radicali di Ostia, abbiamo rifornito di dati e misurazioni il lavoro dell’assessore Alfonso Sabella che anche grazie al pungolo del nostro apporto ha stilato un programma di interventi che avrebbe dovuto prendere il via a metà ottobre e in cui era prevista la revoca delle concessioni illegali, come invocato per anni da noi Radicali. Ma la caduta del Sindaco Ignazio Marino e una ‘Suburrà di ignavie e contiguità istituzionali sembravano aver frenato quel moto ‘cittadinò per la legalità. Le operazioni di ieri sembrano voler ridare speranza alla nostra battaglia e ci impongono di proseguirla con tutte le nostre forze nonviolente». Così in una nota congiunta i Radicali Paolo Izzo, scrittore, e Maria Laura Turco, avvocato.

Ti potrebbero interessare anche:

Assistenza agli anziani, a Sud non esiste. Pochi posti in Rsa, assistenza domiciliare inesistente
STAMINALI/ Genitori pro stamina, poco tempo per salvare i nostri figli
Libano, nasce un nuovo governo dopo dieci mesi di stallo politico
Lorenzin, sette miliardi di risparmi con il patto per la sanità digitale
TERRORISMO/ Pistoia, perquisizioni in case di islamici radicali
VERSO LE REGIONALI/Per la Sicilia Renzi in difficoltà



wordpress stat