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Fiorentina show, asfalfa la Samp e torna in vetta

L’hanno fatta viola, la Sampdoria, sul campo amico del Ferraris, e il killer è stata una Fiorentina in grande spolvero guidata da un eccellente Ilicic ma soprattutto dalla sapienza tattica di Paulo Sousa che non ha sbagliato nulla e ha interpretato magnificamente la gara, tornando così in vetta alla classifica in coabitazione con l’Inter. La Fiorentina da subito cerca di schiacciare i blucerchiati nella sua meta’ campo portando palla a terra: una tattica che porta frutto all’ 8′ quando Zukanovic ferma con la mano in area una palla filtrante di Bernardeschi. Rigore evidente concesso dall’arbitro Russo e trasformato da Ilicic con un bel tiro angolato che supera Viviano. Un gol che sembra piegare le gambe della Sampdoria che patisce anche a causa di una difesa per 20′ completamente disorganizzata. Zenga è furibondo, i blucerchiati cercano di reagire ma senza mai incidere veramente: in fase difensiva gli uomini di Zenga sembrano aver timore a chiudere sugli avversari lasciando spazi pericolosi alla Viola che più di una volta si affaccia davanti a Viviano, infiltrando facilmente la linea difensiva doriana. Certo è che la Samp paga il peccato originale di Zukanovic ma almeno nella prima frazione di gioco non sembra aver imparato dai propri errori. La partita è molto fisica – cinque ammoniti in una manciata di minuti – e una decisione dell’arbitro al 28′ altro non fa che peggiorare un clima molto teso: Vecino, già ammonito, tocca con la mano la palla in modo molto evidente tanto che Russo ferma il gioco, concede la punizione ma non tira fuori il giallo che significherebbe espulsione per il centrocampista viola. Cosa che fa letteralmente saltare i nervi di ‘mister Z’ sempre più inferocito. La Samp, i cui difensori dimenticano troppo spesso di fare il loro lavoro, rischia fino alla fine di subire se non fosse per Viviano che, al 45’ferma una palla spedita con una bellissima azione di Bernardeschi che dopo un dribbling si gira in area per la conclusione, negata, in porta. Qualcosa non va, anzi troppo non va nella squadra blucerchiata: a parte la difesa che non trova identità e quindi è senza carattere, anche il reparto offensivo sembra spento e il centrocampo non fa cerniera tra reparti. Al rientro in campo, l’inspiegabile sostituzione di Pereira per Mesbah, al posto dello spaesato e maldestro Zukanovic. La Fiorentina continua a creare spiazzando sempre di più i blucerchiati che appaiono senza idee e senza soluzioni. Al 4′ st un tiro dalla distanza di Vecino deviato apparentemente da Barreto impegna un ottimo Viviano. Il portierone blucerchiato fa straordinari: dopo una manciata di secondi vola letteralmente su un tiro di Bernardeschi spedito di sinistro nel sette. Ma i blucerchiati appaiono disorientati e sono facili prede della Fiorentina molto ben organizzata e determinata tanto che all’14’ st la squadra di casa viene nuovamente punita, stavolta da Kalinic che triangola con Ilicic. Nulla da fare per Viviano. Zenga appare rassegnato ma ancora una volta effettua un cambio che lascia perplessi e che si può spiegare solo con un momentaneo malessere di Barreto che esce per il giovanissimo Ivan. Il copione non cambia, la Samp resta fiacca, lenta, imprecisa, senza carattere che subisce e continua a subire l’iniziativa della Viola. Tra le fila blucerchiate sbagliano tutti, anche Eder che al 34′ st servito da un errore di Roncaglia non imprime forza alla sfera che finisce tra le braccia di Tatarusanu. Non è serata per il capocannoniere italo-brasiliano e non è serata per la Samp strutturata solo per servire palle lunghe a punte che non segnano. Ancora un cambio voluto da Zenga (contestatissimo a fine gara) che toglie Soriano – il meno peggio dei suoi – per Cassano. E continua a esserci qualcosa che non va, comunque qualcosa d’incomprensibile: la samp ha avuto una notevole involuzione nell’ultimo mese, ma brutta così non era mai stata. Sousa torna a sentire l’aria della vetta, manda in panca l’ottimo Ilicic per Fernandez. Anche nei 4′ di recupero la Fiorentina non smette di giocarsi la palla e cercare il tris: bella e concreta, si sarebbe meritata un avversario con maggiore carattere.

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