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CENTRODESTRA/ Primi passi per la “cosa” moderata, attesa per le mosse di Della Valle

La corsa al centro non è ancora vera e propria bagarre ma poco ci manca. Nel mondo politico che prova a coprire l’arco dei moderati italiani, «quelli che non voteranno Pd pur ammettendo che Renzi è bravo», come dice Rocco Buttiglione (Udc), la scena di Matteo Salvini a Bologna che chiama sul palco Silvio Berlusconi segna un prima e un dopo. «È stata la manifestazione finale che non è più Silvio il prediletto del Signore», dice all’Adnkronos il vice presidente centrista alla Camera. E a tentare di prendere il suo posto nel cuore, e nei voti, di chi non vota a sinistra senza per questo risultare affascinato dal messaggio leghista, ci stanno provando in tanti. Il brodo di coltura è tutto quello che si pensa possa muoversi nello spazio tra Lega-Fi-Fdi, da un lato, M5S dall’altro, e il Pd di Matteo Renzi. E il dialogo così si fa più intenso nel mondo che parte, da destra verso il centro, dai Conservatori e riformisti per passare attraverso Ncd, Udc, fino ad arrivare a Scelta civica e i verdiniani di Ala. L’attivismo di Diego Della Valle, che sta per lanciare Noi italiani (da vedere se associato alla presenza di Italia unica di Corrado Passera), alimenta voci e suggerisce scenari che vedrebbero nel patron delle Tod’s un federatore possibile in chiave di elezioni politiche, e di cui le prossime elezioni amministrative sarebbero la prova generale. Dal mondo fittiano, si getta abbondantemente acqua sul fuoco, anche se nella frenata c’è una buona dose di ‘mai dire mai’: «Al momento con lui non ci sono rapporti, più intensi sono quelli con alcuni di Nuovo centrodestra e parte di Fi. In futuro, vedremo», dicono nel partito che ha il leone nel simbolo. Ben diversa è l’apertura da parte dei tosiani. Patrizia Bisinella, senatrice della componente Fare che si richiama al Sindaco di Verona, lo dice chiaramente: «Certo che c’è anche Della Valle fra gli interlocutori con cui ragioniamo su punti di programma moderato, popolare e liberale per il rilancio del Paese».
Da quelle parti ci credono al punto che il gruppo che si ritrova attorno Flavio Tosi si è fatto promotore di una bozza di Documento programmatico economico, «popolare e liberale», che viene sottoposto ad una serie di personalità del mondo centrista (Ncd, compreso Gaetano Quagliariello, Scelta civica, Ala, Conservatori e riformisti). E che è all’esame anche di soggetti esterni (per ora) alla politica, come, appunto, il patron di Tod’s Diego Della Valle, o che da poco vi sono entrate, come Corrado Passera con Italia unica. Per ora è poco più di una base di lavoro di tre pagine, per punti, da sviluppare. E che nelle intenzioni dovrebbe essere la base attorno a cui raccogliere l’adesione di movimenti, associazioni, esponenti politici e anche partiti classici. Da questo mix, secondo lo schema immaginato, il leader potrebbe emergere naturalmente. È ancora Buttiglione, però, ad avvertire: «Attenzione: gli italiani, che hanno accettato Berlusconi, non accetterebbero mai uno che fa ‘come’ Berlusconi. Quindi: è giusto parlare con tutti, ma abbiamo bisogno non di unti dal Signore bensì di cavalieri dell’ideale che convergano attorno ad una Tavola rotonda». Ma di certo è proprio il gruppo Ap Ncd-Udc a palazzo Madama ad essere scosso da fratture che vedono almeno quattro senatori con un piede fuori dalla porta. Carlo Giovanardi, Andrea Augello, Luigi Compagna hanno annunciato oggi che se non cambia non voteranno la legge di stabilità. Lo hanno fatto in una conferenza stampa con l’ex coordinatore Ncd Gaetano Quagliariello che di suo ha già stretto un rapporto con Corrado Passera, che ha mandato un messaggio agli Incontri di Norcia organizzati da Magna carta. Ma la nuova ‘cosa’, con Della Valle potenziale deus ex machina, potrebbe attrarre settori di Forza Italia scettici sull’utilità della presenza di Berlusconi a Bologna? Lo esclude categoricamente il capogruppo azzurro alla Camera. «È un’invenzione pura», dice Renato Brunetta. E il vice presidente del Senato, Maurizio Gasparri, non lesina battute: «Ma siamo seri. Questa cosa non esiste. Il problema di Fi è che deve darsi una stabilità organizzativa. Per il resto, se Salvini non si può prendere sul serio perché ha troppi orecchini, Della Valle fa ridere perché ha troppi braccialetti…». Ci trova poco da ridere invece l’ala più moderata di Forza Italia, che ha criticato la manifestazione di domenica a Bologna, e che intorno al nome di Della Valle ragiona, eccome. Ma la situazione è ancora troppo fluida. Mentre si sa che Berlusconi avrebbe fatto segnare su un taccuino chi c’era e chi non c’era a sostenerlo a Bologna, una vecchia volpe dello sport e della politica come il senatore forzista Franco Carraro si limita a dire che è da vedere se Della Valle voglia fare politica, ma certo è che «è un eccellente imprenditore che ha fatto bene prendendo la Fiorentina in un momento difficilissimo».

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