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Il Cav va in tv per invertire il trend, il nodo delle candidature

Una cena con i coordinatori allargata ai vertici del partito per illustrare la strategia, soprattutto mediatica, per far risalire Forza Italia nei sondaggi. È proprio la ripartenza di Forza Italia il tema che Silvio Berlusconi affronta in serata in quello che orami si è trasformato in un appuntamento consueto: l’incontro con i responsabili territoriali del partito. Sondaggi alla mano l’ex premier si dice convinto che solo con un impegno in prima persona può esserci la speranza di risalire la china dei sondaggi ed evitare che la Lega Nord di Matteo Salvini si attesti definitivamente come primo partito della coalizione. Le sirene sono scattate a palazzo Grazioli, dove al leader azzurro sono stati sottoposti una serie di focus in cui si evidenzia come la presenza in televisione del leader del Carroccio costituisca un fattore importante per la crescita del suo partito. Ecco dunque la decisione di andare domani a Porta a Porta, appuntamento che segna il ritorno del Cavaliere sulla piazza televisiva e a cui, stando ai progetti, seguiranno altre apparizioni nei programmi tv. L’incontro con i vertici di Fi e i responsabili del territori serve anche per fare il punto sulle elezioni amministrative. Sul piatto c’è anche la riorganizzazione del partito, ormai diventato una sorta di convitato di pietra di ogni incontro. La tabella di marcia che l’ex premier discute in serata prevede sulla carta la nomina entro fine mese dei responsabili dei dipartimenti del partito. Nulla di ufficiale, visto che l’ex premier sa perfettamente che ogni ‘promozione’ porta ad aumentare i malumori interni al suo partito. A complicare la situazione poi c’è il braccio di ferro con i potenziali alleati sulle candidature alle prossime amministrative. Due le ‘piazze’ su cui la tensione è palpabile: Milano e Roma. Per il capoluogo lombardo la carta Salvini resta sempre una delle opzioni possibili anzi, in base ai sondaggi che girano del centrodestra, il segretario del Carroccio sarebbe quello con maggiori chance, tenendo conto che la nuova aggregazione della sinistra viene data nel capoluogo lombardo intorno al 10% : una percentuale che potrebbe essere ‘fatale’ per il Pd nel caso in cui non si arrivasse ad individuare una candidatura comune. Per la Capitale la situazione non è meno complicata. Nonostante l’ex capo del governo abbia espresso la sua personale preferenza per Alfio Marchini, la candidatura dell’imprenditore romano costituisce un problema per il resto della coalizione. E se Salvini per il momento resta alla finestra evitando di esprimersi direttamente (pare però che il nome non convinca del tutto il leader del Carroccio) ad alzare le barricate è Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia, che potrebbe essere la sfidante dell’imprenditore romano, aspetta a sciogliere la riserve ma su un punto non scende a compromessi: «Andare con Marchini significa spaccare il centrodestra, perche’ Fratelli d’Italia Marchini non lo può sostenere».

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