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Salvini non scopre le carte, il banco prova delle amministrative

La parola leader non ha intenzione di pronunciarla almeno per ora, ma Matteo Salvini, reduce dal suo personale successo alla manifestazione di Bologna, a cui hanno preso parte anche Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, non fa mistero di ambire alla guida del centrodestra e non solo: «Sono pronto a fare e non solo a proporre», mette in chiaro il segretario della Lega ospite di Porta a Porta. Un progetto per ora solo accennato e che Salvini stesso mira a scoprire poco alla volta consapevole che il cammino verso le urne è ancora lungo e che prima ci sono una serie di passaggi fondamentali sia per la Lega che per il futuro del centrodestra: il primo è rappresentato dalle elezioni amministrative. La soddisfazione per aver portato alla kermesse Fratelli d’Italia e, soprattutto, il Cavaliere è tanta. E il leader dei lumbard non lo nasconde: «Berlusconi è stato generossissimo, era una scommessa per lui e per me». L’elogio però è solo per il Cavaliere e non per folta delegazione azzurra presente sotto il palco. Tranne alcune eccezioni infatti non è un mistero che molti dei big di Fi fossero contrari all’idea che l’ex capo del governo andasse a Bologna. E il malumore per una Forza Italia a trazione leghista che continua a girare tra le file degli azzurri: Il problema – spiegano diversi dirigenti – non è quello che vuole fare la Lega, ma la collocazione di Forza Italia«. Un ragionamento che guarda soprattutto al futuro quando, senza modifiche all’Italicum, gli azzurri si troveranno a competere con i leghisti per avere un posto in un eventuale listone. Tra l’altro nei sondaggi diffusi nel corso di Porta a Porta non solo Salvini viene ‘incoronatò come il futuro leader e in un ballottaggio tra liste a prevalere sarebbe il centrosinistra con il 52% rispetto al centrodestra dato al 48%. Un piccola forbice insomma calcolando la distanza tra le percentuali del Pd e quelle a cui sono attestate ora sia la Lega che FI. Ma nonostante gli endorsement che arrivano tramite le percentuali, il segretario del Carroccio evita di cantare vittoria consapevole comunque che senza i voti di Fi difficilmente può esserci una vera competizione con il centrosinistra. Ecco perchè nel ribadire che il suo progetto non »guarda al passato«, Salvini si affretta a ricordare come Berlusconi »rappresenti una fetta del Paese«. L’ex premier, però, pur avendo in più occasioni fatto sapere di volersi ritagliare un ruolo da registra e federatore del centrodestra, non ha nessuna intenzione di cedere la scena al segretario leghista: consapevole che il ‘bottinò dei voti moderati può costituire un’attrattiva anche per altri progetti come, ad esempio, l’Altra Italia (che nelle intenzioni del Cavaliere potrebbe interessare imprenditori come Diego della Valle. Domani l’ex premier incontrerà nuovamente i coordinatori regionali per fare il punto sul partito e sulle elezioni amministrative. Il voto di maggio sarà il banco di prova anche per i futuri equilibri all’interno del centrodestra. Ecco perchè continua da parte di diversi azzurri il pressing su Salvini affinchè si candidi a Milano e sulla Meloni perchè si presenti nella Capitale.

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