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Sisma all’Aquila, corruzione: in manette ex vicesindaco

Nuova bufera giudiziaria sulla ricostruzione privata dell’Aquila, la fetta più ricca del post-terremoto del 6 aprile 2009, perchè prevede la quota maggiore dei finanziamenti statali, nonchè la più ambita a causa delle modalità ad affidamento diretto alle imprese di commesse spesso milionarie. Nei guai sono finiti l’ex vice sindaco del capoluogo nonchè assessore all’Urbanistica, Roberto Riga, arrestato ai domiciliari come figura cardine dell’inchiesta, e l’imprenditore Massimo Mancini, vice presidente dell’Aquila Calcio, pure detenuto in casa, entrambi con l’accusa di corruzione in concorso per l’aggiudicazione della ricostruzione da 28,5 milioni di euro del complesso dell’Opera salesiana. I provvedimenti nel giorno in cui a Cividale (Udine) la polizia ha eseguito l’arresto per sentenza passata in giudicato di Livio Bearzi, di 58 anni, all’epoca del sisma all’Aquila preside del Convitto nazionale, crollato durante il terremoto provocando la morte di tre studenti minorenni e il ferimento di altri due. La commessa aquilana che ha portato alle manette di oggi sarebbe stata assegnata alla ditta Mancini per ‘meritò di Riga. Coinvolto anche un nome di prestigio a livello nazionale, l’attuale amministratore delegato dell’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Paolo Aielli, all’epoca titolare dell’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila (Usra), indagato a piede libero per abuso d’ufficio in concorso con l’allora dirigente del settore Ricostruzione privata del Comune dell’Aquila Vittorio Fabrizi. Al centro dell’inchiesta un giro di mazzette che nel caso di mancini si sarebbe evidenziata con un affitto gonfiato di un appartamento di proprietà della moglie di Riga. Per corruzione sono indagati anche due imprenditori locali che operano nel settore edile, Simone Lorenzini e Sandro Martini, per i quali è stata disposta la misura interdittiva del divieto temporaneo dell’esercizio d’impresa per il periodo di un mese. La procura dell’Aquila avrebbe scovato auto di lusso prese da Riga attraverso un assegno considerato pure questo corruttivo di un altro imprenditore che aveva numerose commesse; infine vengono contestati altri versamenti definiti prestiti dagli indagati, ma mai restituiti. «La ricostruzione privata merita grande attenzione perchè caratterizzata da una carenza normativa e perchè è in questa che si concentra gran parte del flusso economico», ha detto il procuratore Cardella, mentre per il capo della polizia tributaria della Guardia di finanza, Sergio Aloia, «l’inchiesta dimostra che il settore della ricostruzione privata è particolarmente esposta a fenomeni di malversazioni, episodi corruttivi e di frode, quindi la guardia deve essere sempre molto alta». «Sereno e pronto a spiegare ogni aspetto della vicenda giudiziaria che lo coinvolge», è, infine, Mancini, secondo gli avvocati Luca Marafioti e Tiberio Gulluni.

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