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Per gli errori medici il tentativo di conciliazione sarà obbligatorio

Chi vorrà cercare di ottenere un risarcimento per danno dovuto a un atto medico o sanitario sarà tenuto, preliminarmente, a tentare la via della conciliazione. Lo prevede un articolo aggiuntivo presentato come emendamento del relatore Federico Gelli (Pd) al testo unificato sulla responsabilità professionale del personale sanitario e approvato oggi dalla Commissione Affari sociali della Camera. Sempre secondo l’articolo, il 7 bis «la partecipazione al procedimento di accertamento tecnico preventivo è obbligatoria per tutte le parti, comprese le compagnie assicuratrici». Prosegue nel dettaglio l’esame della legge che mira a disciplinare il contenzioso medico-paziente con l’obiettivo, in prospettiva, di ridurre la medicina difensiva, ovvero quella dettata dalla ‘paura’ del professionista di incorrere in denunce e che spinge, spesso, a prescrivere oltre il necessario, con conseguenti aggravi di spesa per i Servizio Sanitario Nazionale. Ad esser approvato oggi anche l’articolo 7 ter, che introduce l’azione di rivalsa da parte della struttura sanitaria nei confronti del professionista. Secondo quanto prevede ora il testo, potrà essere esercitata solo in caso di dolo e colpa grave. Inoltre la norma pone un limite economico all’azione di rivalsa, che potrà al massimo essere pari a un quinto della retribuzione. Inoltre il medico, nei tre anni successivi al passaggio in giudicato della sentenza, non potrà vedersi assegnare incarichi professionali superiori rispetto a quelli ricoperti

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