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Il giallo della fonderia: l’operaio è morto per avvelenamento da cianuro

L’operaio Giuseppe Ghirardini, trovato senza vita dopo essere sparito, è morto per avvelenamento da cianuro. Lo confermano gli inquirenti. Nello stomaco del lavoratore dell’azienda bresciana Bozzoli (il cui proprietario è sparito a sua volta l’8 ottobre) è stato trovato un oggetto, contenente un’anima di cianuro, non naturale e che non si troverebbe sul mercato libero. Che la morte di Ghirardini potesse essere avvenuta per cause non naturali è stato sin da subito il sospetto del Ris che da settimane lavora insieme agli inquirenti nella fonderia di Marcheno, in provincia di Brescia, per cercare di risolvere il mistero che ogni giorno si fa più fitto. E l’ultima certezza si abbatte su un quadro a dir poco inquientante.
Proprio oggi sono cominciate nella fonderia le operazioni di svuotamento dei forni nell’azienda. L’operazione è stata disposta dalla Procura su indicazione dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, l’esperta del caso Yara. Il sospetto è infatti che il titolare della ditta sia finito, e non certo per un incidente, nei forni.

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