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Su De Luca imbarazzo nel Pd. Orlando si smarca, la scelta è stata un errore

Da Napoli rimbalza nel pomeriggio la voce di una riunione al Nazareno sul caso De Luca. L’incontro con i vicesegretari Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani era, in realtà, sul sud, ma il falso rumor dà il senso di come dalla Campania aspettino risposte nazionali. «In attesa di conoscere a giorni chi sarà rinviato a giudizio, la linea garantista non cambia», spiegano ai vertici del Pd, a disagio per una vicenda che Matteo Orfini definisce «ancora oscura». E che fa emergere i primi malumori per la candidatura di De Luca: «Io non l’avrei votato alle primarie», sostiene Andrea Orlando, che da commissario in Campania promosse la candidatura di Andrea Cozzolino. L’attendismo di Matteo Renzi, però, chiariscono dal Pd, non va confuso con la difesa a oltranza dell’ex sindaco di Salerno. Per ora, osservano fonti Dem, non emerge niente che provi il coinvolgimento di De Luca, ma se ci fossero novità che smentissero l’assoluta estraneità dichiarata dall’ex sindaco di Salerno, il segretario Pd deciderà di conseguenza. Certo tra i dem la vicenda crea imbarazzo e irritazione anche alla luce della prossima tornata elettorale alle comunali. Ma Renzi ha chiesto a tutti, in attesa che si faccia chiarezza, di stare sulle cose da fare. Proprio in questa direzione, domani, il Consiglio dei ministri, come annunciato, approverà un decreto legge che dovrebbe distribuire circa un miliardo tra la bonifica della Terra dei Fuochi, che, a quanto si apprende, costerà in totale fino al 2018 450 milioni, e quella di Bagnoli. E ancora per il progetto del dopo Expo, illustrato martedì da Renzi a Milano, e per la preparazione di Roma al Giubileo, 150 milioni che il commissario Francesco Tronca e il prefetto Franco Gabrielli gestiranno per avviare il rilancio della città. Sul caso De Luca, comunque, viene accolto con un sospiro di sollievo dal Pd la velocità con cui la magistratura si sta muovendo. «Le indagini sono di fatto chiuse, a breve sapremo», si fa notare con la consapevolezza che il passare del tempo può solo far crescere distinguo e malumori su una figura come De Luca. La minoranza, con Miguel Gotor, ha facile gioco per criticare il segretario dem. «Ci sono stati errori molto gravi commessi dal Pd e da Renzi che ci hanno portato a questa situazione. Ma chi è causa del suo mal, pianga se stesso», sostiene il senatore bersaniano. Ma anche nella maggioranza c’è chi si smarca. «In Campania avrei sostenuto un altro candidato, ma De Luca ha vinto le primarie ed è portatore di un buon governo», chiarisce il Guardasigilli Orlando che, conoscendo le «turbolenze» della Regione, invita alla prudenza. «Aspettiamo di capire» dice anche il presidente dem Orfini, che si inalbera con i giornalisti che fanno un paragone con il caso Marino. «Sono due casi completamente diversi – sostiene il commissario romano – la vicenda degli scontrini non era la ragione per cui chiedevano le dimissioni di Marino, era l’ultimo di una serie interminabile di errori».

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