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Alfano alza l’allerta al secondo livello, più controlli sulle frontiere

«Oggi è un giorno di dolore e preghiera. Ciascuno di noi si sente francese, non bastano le lacrime». Il giorno dopo gli attentati di Parigi, Angelino Alfano, in una conferenza stampa al Viminale al termine del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico presieduto da Matteo Renzi, annuncia di aver «alzato l’allerta al secondo livello», che consente l’assetto operativo dei reparti speciali e il loro intervento immediato in caso di necessità. L’allarme sicurezza in Italia dunque è altissimo. Anche perché ieri in Francia c’è stata una sequenza non ordinata, passando da uno stadio e dei luoghi pubblici a un teatro. Sono stati quindi rafforzati «in maniera straordinaria» i controlli sul territorio e quelli alle frontiere, in particolare con la Francia, spiega Alfano, per evitare il passaggio di terroristi in fuga da Parigi attraverso il nostro Paese. È stato disposta inoltre «una intensificazione del monitoraggio interno delle carceri» con l’ausilio della polizia penitenziaria e l’uso di mediatori culturali che parlano arabo contro il rischio di proselitismo. Con la scelta di passare al livello secondo di allerta, tutti i reparti speciali sono pronti a intervenire a difendere gli italiani. Il responsabile del Viminiale sottolinea che la tragedia francese dimostra che gli «obiettivi dei terroristi risultano imprevedibili». Lo sforzo di prevenzione non può con certezza arrivare, quindi, a eliminare il rischio, ma solo a ridurne i coefficienti. Non è un problema solo nostro, ma di tutte le altre grandi democrazie. L’obiettivo quindi è diminuire i coefficienti di rischio e presidiare nello stesso tempo «i luoghi maggiormente sensibili». Alfano snocciola i numeri del contrasto al terrorismo, spiegando che i lavoro di prevenzione dall’inizio del 2015 ha portato a 55 estremisti islamici espulsi dall’Italia mentre ci sono state 540 perquisizioni nelle abitazioni di presunti terroristi; 56.426 sono stati gli individui controllati, 147 gli arresti e 325 gli indagati. Alla luce degli attentati di Parigi, per Roma i servizi di sicurezza, annuncia il ministro dell’Interno, sono stati attivati per la «massima allerta» e solo nella capitale sono stati messi a disposizione «700 militari in più».
Nessun paese è a rischio zero», ripete più volte Alfano che lancia un messaggio alla numerosa comunità islamica in Italia: «Noi non abbiamo mai provocato nessuno e mai lo faremo. Non abbiamo mai confuso la fede religiosa con chi spara e con gli assassini. Gli islamici devono sapere che il nostro è un grande Paese che riconosce la libertà di culto e di preghiera che noi difendiamo, ma chi sbaglia, viene espulso e arrestato». Quanto all’emergenza migranti, il ministro dell’Interno ammette che sarebbe «contro intuitivo escludere infiltrazioni», rivendicando i risultati conseguiti fino adesso dal governo: «I controlli funzionano, stiamo facendo un grande lavoro». Poi l’elogio ai Servizi segreti: «La nostra Intelligence fino ad ora ha tenuto e ha funzionato». Alfano annuncia di aver chiesto a tutti i prefetti di convocare immediatamente i Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza per adeguare le misure di prevenzione e vigilanza degli obiettivi sensibili. «In pochissime ore avremo un report dettagliato dalla rete capillare delle prefetture per capire se e che cosa è cambiato» sui singoli territori prima e dopo la strage in Francia. Quanto al Giubileo, «noi eravamo chiamati a proteggere il Papa a prescindere», sottolinea il ministro, spiegando che «le minacce del Califfo e della sua organizzazione terroristica e criminale prescindevano dal Giubileo ed erano già arrivate prima». «Noi abbiamo sempre considerato la specialità del rischio Roma benché spesso si sia parlato di minacce puramente simboliche. Abbiamo sempre considerato quel rischio della specialità di Roma come particolare derivante dalla presenza del Papa», precisa Alfano. «Da qui al 20 novembre faremo una ulteriore valutazione – aggiunge il titolare del Viminale – La farà il prefetto di Roma con le forze dell’ordine. Ho notizia certa che questo tipo di valutazione si è già cominciato a farla questa mattina».

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