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Ostia, blitz anti-abusi negli stabilimenti: «Spiagge al setaccio»

La stretta annunciata sui 71 stabilimenti balneari di Ostia è arrivata ieri mattina. La fase uno dell’operazione interforze che ha visto scendere in spiaggia gli uomini della capitaneria di porto, l’agenzia del demanio e i vigili urbani è partita su disposizione del prefetto Domenico Vulpiani, a capo della commissione straordinaria che guida il X municipio, dopo lo scioglimento per mafia. A finire nella rete dei controlli programmati dall’amministrazione è stato lo stabilimento “Le Dune” che fa capo all’ingegner Renato Papagni, titolare della struttura e presidente di Federbalneari Italia. Le verifiche si sono concentrate sulla ricerca degli eventuali abusi commessi in tema di illeciti edilizi o di ampliamenti non autorizzati. I marinai, affiancati da un team di tecnici, hanno battuto palmo a palmo ogni metro quadro. «Nel verbale dell’agenzia del demanio – ha spiegato Renato Papagni – è stata contestata una pavimentazione di legno di circa 2 metri quadrati, una di betonelle e una tettoia sporgente di un metro e venti. Provvederemo già da domani a rimuovere quanto ci hanno segnalato».

GLI ARENILI
Un primo antipasto sul giro di vite ai balneari, lanciato dalla commissione prefettizia, si era registrato solo poche settimane fa con i blitz agli stabilimenti Tibidabo e Lido. «Nessuna struttura è stata mai sequestrata», hanno fatto sapere più volte dagli uffici di via Claudio che allo stesso tempo hanno ribadito l’intenzione di portare trasparenza e pulizia sulla questione arenili come mai si era fatto.

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