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Giovani e lavoro, disperazione e speranza, scatti di una generazione

Un ritratto di Laura Gioia, la fondatrice del primo orto sociale urbano di Napoli e un’immagine di N.N, ragazzo macedone di 33 anni che da dieci anni vive e lavora nella tenuta dei marchesi Spinola ad Alborino Tessarola con questi due scatti David de la Cruz Sanchez è risultato il 1° classificato tra i professionisti, mentre Tiziano Mammana con “Precisione in ogni singola azione”, scatto di una passione, quella per le bici, che fusa con la manualità, crea un binomio perfetto di tecnica e innovazione, ha vinto tra i non professionisti. Sono tra i tanti che hanno partecipato a Giovani e Lavoro, il concorso bandito da Limatola Avvocati in collaborazione con il centro Studi Giuridici ed Economici Luigi Limatola (Cesgieco).

Scatti che ritraggono una generazione di giovani che non si sentono solo numeri, che non s’identificano in un freddo curriculum, lavoratori incatenati per scongiurare l’incubo del licenziamento, alle prese con il precariato, usurati dallo straordinario.

Dal concorso nasce una mostra fotografica, inaugurata a Milano il 10 dicembre e a Napoli il 17 dicembre. Un percorso espositivo pensato per dare voce alle nuove generazioni alle prese con il mondo del lavoro, descrivendone entusiasmi e delusioni, occasioni e difficoltà, alienazioni e condivisioni grazie allo straordinario linguaggio della Fotografia, ancora oggi la forma di comunicazione più efficace, veloce e immediata per scatenare un’emozione e risvegliare la conoscenza. Si fa spazio anche l’imprenditoria delle nuove generazioni, tra orari flessibili e spazi coworking, rigorosamente fuori dagli uffici. Aziende chiuse per fallimento, infortuni sul lavoro, lavoro nero e minorile, lavoratori precari, licenziati o sottopagati ma anche giovani che si reinventano con le start up, l’imprenditoria, giovani che lavorano da postazioni di lavoro coworking, in giro per la città. Telelavoro e uffici, il “posto” e l’ingegno, la disperazione e la speranza, sono queste le facce del lavoro in Italia.

Si chiama V.G., ha 28 anni, è nata e cresciuta in una delle regioni più difficili d’Italia, e nei suoi scatti racconta il dramma dell’emigrazione giovanile nella provincia calabrese; qui i giovani non hanno futuro e la scelta è solo una, scappare, lasciando solo gli anziani a custodire la propria terra. Questa Fuga viene intitolata nei suoi scatti “Evasione”, che in questo caso non ha la poesia di un viaggio mentale ma esprime il dramma di intere generazioni.
M.R anche lui napoletano e laurea in economia, posa lo sguardo sulla tipica giornata lavorativa in un ufficio milanese della torre Unicredit. Computer, sala mensa e pausa lavoro fanno parte del tran tran quotidiano, una cosa del tutto nuova per gli stagisti alle prime armi ripresi invece da S.B., in bilico tra la voglia di mettersi in gioco e la fanciullezza appena lasciata. Di nuovo emigrazione, negli scatti di F.N., ma stavolta protagonista della storia è un giovane cuoco di Terracina emigrato fuori sede per realizzare il suo sogno e aprire la sua attività.
E. riprende invece il fenomeno opposto, quello sempre crescente degli immigrati a Napoli, lavoratori a nero senza garanzie e senza legalità.

Nella Giuria tecnica il fotografo ed artista Luciano Romano, docente del corso di Fotografia al Teatro alla Scala di Milano, Alessandro Limatola, managing partner di Limatola Avvocati, socio AGI, Barbara Migliardi, giornalista.

Tra i ventuno scatti in mostra, 11 professionisti e 10 ritratti da fotografi amatoriali – categorie che hanno avuto modo di cogliere, attraverso i propri obiettivi, il “mondo” dei giovani alle prese con il lavoro in Italia: dai precari al telelavoro, dall’imprenditoria alla discriminazione, passando per maternità e lavoro, pendolarismo, licenziamento, sicurezza e molto altro – 7 si sono aggiudicate la vittoria.

In particolare, 1° classificato tra i professionisti è stato David de la Cruz Sanchez con il dittico “Agronoma Laura Gioia” e “Lavoratore Agricolo Nikolche Nacevski”. A seguire: 2° classificata Lucrezia Roda con “A light in the darkness”, 3° classificato Francesco di Giovanni per “I invade, you invade” e menzione speciale per Andrea Sarno con “Quel treno chiamato desiderio”. Tra i non professionisti, 1° classificato: Tiziano Mammana con “Precisione in ogni singola azione”. Menzioni di merito per il 2° e 3° classificato a: Denise Zanda “Lavoro all’oscuro”, fotografia dedicata ai lavori che non sono “in nero” ma sono all’oscuro e ad Angelica Setaro per “Accontentarsi”, riflessione sul binomio studio-lavoro, soluzione prediletta da molti ragazzi che cercano di crearsi un futuro tra le mille difficoltà.

«Immaginavamo che un tema così attuale come il lavoro potesse coinvolgere molti giovani fotografi ma non ci aspettavamo una partecipazione tanto ampia e capillare in tutta Italia. Un coinvolgimento che conferma quale sia il bisogno dei giovani di esprimere il proprio punto di vista sul lavoro e le sue problematiche utilizzando un mezzo rapido e potente come solo la fotografia sa essere» – ha dichiarato Alessandro Limatola, managing partner di Limatola Avvocati.

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