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Pd, minoranza lancia l’anti-Leopolda. Renzi: primarie il 20 marzo

La Leopolda è sotto assedio. La minoranza Dem, di nuovo unita, ha infatti convocato proprio in concomitanza dell’iniziativa voluta da Renzi e dai renziani, una contromanifestazione il 12 dicembre. In più da Napoli Antonio Bassolino annuncia la propria candidatura alle primarie del Pd, scelta che sul web scatena quanti sottolineano il «fallimento della rottamazione» di Renzi, all’interno del Pd. Ma anche la reazione del segretario che, attraverso fonti del Nazareno, fa sapere come questa ipotesi non sia vista favorevolmente per il fatto che il partito ha in mente altri nomi da mettere in campo per la conquista di Palazzo San Giacomo. Sempre su questi temi, dai vertici Dem filtra anche l’ indiscrezione che si potrebbe tenere il 20 marzo un «primarie day» per la selezione dei candidati alle prossime amministrative. In un post per ricordare Enrico Liverani, 39enne candidato sindaco a Ravenna morto in un incidente d’auto, Renzi ha affermato: «Abbiamo mille limiti, litighiamo spesso, talvolta ci dividiamo su tutto. Però quando uno dei nostri se ne va cosi, ti rendi conto di essere davvero una comunità». Oggi l’aspetto comunitario non si è visto, mentre sono piuttosto emerse le divisioni. Infatti i leader delle tre componenti della minoranza del Pd, Gianni Cuperlo, Roberto Speranza e Sergio Lo Giudice, in una lettera hanno convocato per il 12 dicembre a Roma una loro manifestazione, data in cui si svolgerà la Leopolda, annunciata oltre un mese fa da Renzi. Nella convocazione, Cuperlo, Speranza e Lo Giudice spiegano che il loro obiettivo è «radicare l’ancoraggio del Pd al campo largo del centrosinistra», «per un nuovo centrosinistra di governo». Alla manifestazione di Roma sono attesi singoli e associazioni, e «interlocutori diversi», così da «parlare a tutta la comunità democratica in una logica di apertura e ricerca per un nuovo centrosinistra di governo, per il civismo, nelle città e nel Paese». Non è la prima volta che Renzi subisce una anti-Leopolda. Nel 2010, a parti invertite con Renzi in minoranza, il segretario Pierluigi Bersani convocò il 6 novembre a Roma tutti i segretari dei circoli del Pd, in concomitanza con la kermesse fiorentina di Renzi e Pippo Civati, che allora marciavano uniti. Proprio Civati ha oggi tenuto a Napoli gli Stati generali del suo nuovo movimento, Possibile, anche essi definiti una «anti-Leopolda», in netta antitesi non solo a Renzi ma al Pd tout-court. E infatti l’ex rottamatore ha dichiarato di voler dialogare con il sindaco uscente Luigi De Magistris, mentre il Pd a Napoli è all’opposizione. Nelle prossime settimane ci sarà una Direzione dedicata alle amministrative, ma intanto Renzi ha ribadito la prospettiva di legislatura dell’attuale Governo, con elezioni nel 2018 e con il Congresso che quindi si terrebbe nel 2017.

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