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BIENNALE/ Mostra record, chiude i battenti con oltre 500mila visitatori

Sono stati oltre 500mila i visitatori che hanno percorso i padiglioni della Biennale Arte 2015, chiusasi oggi, contro i 475mila del’edizione 2013. La 56esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, presieduta da Paolo Baratta e curata da Okwui Enwezor, è rimasta aperta al pubblico per quasi 7 mesi ed agli oltre 500mila visitatori già citati bisogna sommare i 24.065 presenti durante la vernice, dei quali 2.500 paganti attraverso la Biennale Card. I giovani e gli studenti sono stati il 31% dei visitatori totali. Gli studenti che hanno visitato la Mostra in gruppo rappresentano il 14% del pubblico. «Se il numero dei visitatori ha raggiunto un traguardo ‘significativo’, furono 196mila nel 1999, per la storia della Biennale, teniamo sempre a ribadire che questo non è che uno dei dati che utilizziamo per misurare il valore e l’efficacia del nostro lavoro», ha detto il presidente Baratta. «Per farlo più compiutamente, infatti, dovremmo rendicontare non solo il numero dei giornalisti, dei critici, dei giovani delle scuole, dei visitatori qualificati nel campo dell’arte, ma anche l’intensità della loro visita, lo scambio di conoscenze e l’arricchimento che le opere di tanti artisti, raccolte e composte dal curatore, hanno indotto in quanti sono venuti in tutti questi mesi. Così -ha sottolineato Baratta- si misura la ricchezza prodotta dalla Biennale».
«Lo straordinario impegno profuso nei padiglioni dei paesi partecipanti, nonché nei numerosi eventi collaterali, che hanno contribuito a diffondere il fenomeno della Biennale in tutta la città, è meritevole del massimo apprezzamento. Così come lo è l’impegno e l’alta professionalità di tanti, davvero tanti, che all’interno della Biennale e intorno ad essa, insieme a Okwui Enwezor e ai suoi collaboratori, hanno contribuito alla ‘grande impresa’», ha concluso Baratta. Eccezionale l’attenzione dei media per questa edizione, con oltre 8mila giornalisti accreditati, di cui 5.450 della stampa estera e 2.650 della stampa italiana.
Il progetto Biennale Sessions, dedicato alle Università, Accademie di Belle Arti, istituzioni di ricerca e formazione nel settore dell’architettura, delle arti visive e nei campi affini, ha poi favorito per il quinto anno consecutivo la visita della Mostra a gruppi di studenti e docenti, registrando una straordinaria partecipazione di università straniere con un incremento del cento per cento rispetto al 2013. Sono state 78 le università convenzionate di cui 24 italiane e 54 straniere provenienti da quattro continenti e, in particolare, 10 tedesche, 8 britanniche, 7 statunitensi
Ben 3.518 studenti universitari provenienti da tutto il mondo hanno inserito la visita alla Biennale Arte 2015 all’interno del loro percorso formativo e considerato la Biennale un luogo di approfondimento e di ricerca. Sono arrivati a quota 55.971 (2.798 gruppi) i partecipanti alle attività educational e ai servizi di visite guidate, con un incremento del tredici per cento rispetto al 2013. Grandi numeri anche sul web con 1.493.048 visitatori unici e 8.574.978 visualizzazioni di pagina del sito istituzionale www.labiennale.org dal 9 maggio scorso al 21 novembre. 257.807 i Fan su Facebook ad oggi, il tredici per cento in più 13% in più rispetto allo scorso anno.
Sono stati 452.000 i Follower di Twitter, sempre ad oggi, ovvero il settantatove per cento in più rispetto allo scorso anno. 28.700 i Follower di Instagram al 22 novembre, posto che la creazione dell’account risale al 20 aprile 2015. 22.558 Post Instagram sull’hashtag #BiennaleArte2015 e 35.440 sull’hashtag #BiennalediVenezia. Grazie alla collaborazione tra La Biennale di Venezia e il Google Cultural Institute, che consente l’archiviazione e la fruizione della Biennale Arte 2015 anche dopo la conclusione ufficiale, la Mostra si potrà continuare a visitare su g.co/biennalearte2015 e www.labiennale.org/it/arte/esposizione2015-online/.
È stato inoltre aperto a Venezia, nella sede di Ca’ Giustinian, lo spazio dimostrativo dove sono presentate le tecnologie utilizzate per realizzare la messa online della Mostra, che rimarrà aperto fino al 23 gennaio 2016. Ancora ricorrendo ai numeri, la Mostra ha visto in totale 89 partecipazioni nazionali, un record, 29 partecipazioni nazionali nei padiglioni storici ai Giardini, 31 (con l’Italia) partecipazioni nazionali all’Arsenale e 29 partecipazioni nazionali nel centro storico di Venezia.
Cinque le nazioni presenti per la prima volta: Grenada, Mauritius, Mongolia, Repubblica del Mozambico, Repubblica delle Seychelles. Tre i paesi che sono tornati dopo una lunga assenza: Ecuador, per la prima volta con un proprio padiglione nazionale (1966, poi con l’Iila), Filippine (1964), Guatemala (1954, poi con l’Iila). 44 gli eventi collaterali. La Santa Sede ha partecipato anche quest’anno con una mostra allestita nelle Sale d’Armi, in quegli spazi che la Biennale ha restaurato per essere destinati a padiglioni durevoli. ‘In Principio… la parola si fece carne’ è il titolo scelto dal Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, per il Padiglione curato da Micol Forti, Direttore della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani.
Il Padiglione Italia in Arsenale, organizzato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la Direzione generale arte e architettura contemporanee e periferie urbane, è stato curato da Vincenzo Trione. La Biennale ha voluto quest’anno impegnarsi direttamente nel Padiglione Venezia, dedicato nel tempo anche alle Arti Applicate, riprendendone con tale iniziativa il filo, seppure in una direzione diversa e aggiornata, quella delle applicazioni più recenti dell’alta tecnologia. Inaugurata a Venezia sabato 9 maggio scorso con una cerimonia nella sede della Biennale a Ca’ Giustinian (Sala delle Colonne), la Mostra è stata visitata il 3 settembre dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini. L’8 maggio è stata visitata dal Ministro per le riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi. Numerose sono state le visite istituzionali di Ministri e Ambasciatori.

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