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VATICANO/ L’accusa del Papa, insegnanti tra i più malpagati

Insegnanti malpagati, strutture che selezionano invece di includere, e una scuola che rischia di rinchiudersi nei «muri» invece di andare nelle periferie. Papa Francesco torna a parlare della formazione incontrando settemila educatori riuniti in un congresso internazionale organizzato dalla Congregazione per l’educazione cattolica. E il primo appello è proprio per loro: «Mai fate proselitismo» ma piuttosto lavorate per «strade nuove», con una «educazione di emergenza, informale, come faceva don Bosco». Ma poi il Papa affronta i temi della scuola a trecentosessanta gradi e il vero ‘j’accuse’ è per gli stipendi troppo bassi degli insegnanti. Realtà che in Italia è sottolineata sempre dai sindacati, che proprio sul rinnovo del contratto hanno indetto una manifestazione per sabato prossimo, ma che evidentemente è un problema a livello più globale. «Fra gli operai più malpagati – fa notare infatti Francesco – ci sono gli educatori: che cosa vuol dire questo? Semplicemente che lo Stato non ha interesse, se lo avesse le cose non andrebbero così». La preoccupazione del Papa per l’educazione è collegata sempre alla cultura dello scarto. «L’educazione è diventata troppo selettiva e elitaria. Sembra che hanno diritto all’educazione soltanto le persone che hanno un certo livello, una certa capacità. Ma certamente non hanno diritto all’educazione tutti i bambini, tutti i giovani, e questo è una vergogna», ha sottolineato il Papa. «La rottura del patto educativo» tra famiglia e scuole e famiglia e Stato, «è grave perché porta a selezionare i ‘superuomini’, ma soltanto col criterio della testa e dell’interesse». «Dietro questo – sono ancora parole di Papa Francesco – c’è sempre il fantasma dei soldi che rovina la vera umanità», ha sottolineato Francesco. I sindacati ringraziano il Papa per la ripetuta attenzione per loro e per il mondo della scuola: «Grazie al pontefice, lo dico oggi e lo ribadirò sabato prossimo alla manifestazione che faremo a Roma per la mancanza del rinnovo del contratto di lavoro», dice Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola, commentando le parole del Papa. «Non è la prima volta – ricorda Scrima – che il pontefice interviene in difesa del lavoro, della dignità e del compito degli insegnanti. Questo Stato invece è il peggiore datore di lavoro

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