| categoria: sanità Lazio

VERSO IL GIUBILEO/ E meno male che in caso di attentato c’è il Peimaf

Esistono piani di sicurezza in Prefettura- secretati – che coinvolgono, oltre alle forze dell’ordine, l’Ares 118, i Vigili del fuoco e la Protezione civile. Ci lavorano da settimane i super specialisti del settore. Piani tarati su scenari e situazioni diversi e che prevedono modalità di coordinamento e collaborazione tra tutti gli enti preposti, a diverso titolo, alla sicurezza del cittadino. Ma in ogni ospedale cittadino (per intenderci, tutti quelli che in questi mesi hanno avuto i restauro del pronto soccorso), esiste il “Peimaf”, ossia il “Piano Emergenza Interno Massiccio Afflusso Feriti”. Scatta, si attiva nel giro di un’ora e libera gli spazi a disposizione nel sistema di emergenza: dalle sale operatorie al pronto soccorso,
richiamando la disponibilità di tutto il personale. Periodicamente avvengono esercitazioni per tenere il personale allenato: l’Ares 118 attiva il triage e informa dell’arrivo dei feriti divisi per codice. A questo punto l’ospedale evacua alcune aree e si prepara all’arrivo massiccio di feriti, senza però interrompere le altre attività. Parigi insegna, i terroristi sfuggono
alle nostre pianificazioni, colpiscono e basta: il piano operativo per la sanità prevede che i pronto soccorso romani possano trattare, nella prima mezz’ora dopo un ipotetico attentato, almeno 300 codici rossi. La domanda sorge spontanea. Il sistema è veramente in grado di reggere lo stress? Posto che le poche centinaia di addetti in più, assunti o reclutati per il Giubileo e spalmati sulle strutture, possono anche non fare la differenza, posto che solo nelle prossime settimane saranno completati i lavori nei pronto soccorso capitolini, chi assicura che gli ospedali saranno in grado di reggere una super-emergenza oltre alla emergenza ordinaria? Non ci dimentichiamo che in questi giorni Zingaretti ha convocato i dg dei nosocomi interessati per l’ennesima strigliata: “Evitate che i pronto soccorso siano ingolfati da pazienti in attesa sulle barelle”. Perché a poche settimana dello
scoccare dell’ora X i pronto soccorso sono assediati, sono nel caos, con le barelle in corridoio, con degenze di una settimana sempre in corridoio. E il governatore può sgolarsi quanto vuole, nessuno è riuscito a risolvere la situazione. Non si può governare la salute dei romani, svuotando a comando i luoghi dell’emergenza. Speriamo che il Peimaf funzioni…

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