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Caffetteria e mega-schermi, nuovo look per l’Opera di Roma

Un’istituzione accogliente, dal volto contemporaneo e un pò più europeo: l’Opera di Roma si rifà il look per avvicinarsi al suo pubblico, mettendo da parte ogni reminiscenza polverosa del passato e con il chiaro obiettivo di instaurare un rapporto più stretto tra lo spazio del teatro e la città. Una caffetteria gourmet e nuova di zecca che «invaderà» anche il piazzale del Costanzi, una biglietteria resa più moderna da schermi giganti, un diverso e più funzionale sistema di accesso al teatro; e poi, nel seminterrato, l’aggiunta di una mensa per i dipendenti a cui accedere tramite un ascensore: sono queste le imminenti novità che la Fondazione guidata dal sovrintendente Carlo Fuortes ha previsto per rendere più piacevole la permanenza in teatro, sia per gli spettatori che per ci lavora. Se la biglietteria (costata circa 100 mila euro) sarà già operativa per venerdì 27 novembre, quando partirà la nuova stagione con The Bassarids di Mario Martone, gli ultimi ad arrivare invece saranno la mensa e l’ascensore, probabilmente a marzo. Ciò che avrà di certo maggiore impatto sarà la caffetteria (per la quale bisognerà attendere il 20 dicembre, in tempo per Lo Schiaccianoci): lo spazio sarà infatti aperto fin dal mattino, con la possibilità di consumare tutti i pasti della giornata, dalla colazione alla cena. La Fondazione sta già studiando con la Soprintendenza, in vista della primavera, le soluzioni architettoniche più adatte per poter usufruire anche del cortile davanti al teatro creando così un ambiente più fluido tra l’interno e l’esterno. Tutti i lavori della caffetteria sono a carico del vincitore dell’appalto, il ristorante romano Marzapane, che gestirà la «cucina» del teatro e dovrà corrispondere alla Fondazione (che ha dato la concessione dello spazio a titolo oneroso, firmando un contratto rinnovabile di 4 anni più 4) 120 mila euro l’anno e il 5% dell’incasso. Un’operazione dunque vantaggiosa per l’Opera di Roma da tutti i punti di vista, sia per quanto riguarda l’immagine che il lato economico. Un primo assaggio delle prelibatezze a cura di Alba Esteve Ruiz, la giovane chef spagnola del ristorante, ci sarà già venerdì sera dopo lo spettacolo, quando sarà organizzata una cena di gala a inviti. Forte dell’incasso record di 10 milioni di euro ottenuto nella scorsa stagione appena conclusa (grazie a una produttività finalmente in linea con gli standard stranieri), l’ente lirico capitolino si proietta dunque nel futuro con un nuovo entusiasmo. «Il teatro dell’Opera sarà un luogo più ospitale e vivo tutto il giorno: ci stiamo aprendo al nuovo, e i cambiamenti sono ancora in atto», ha detto Carlo Fuortes, annunciando alla stampa le novità, «lo facciamo per il pubblico, perchè il teatro è un servizio per i cittadini. Dopo aver lavorato sulla gestione e sui contenuti, dopo l’accordo raggiunto con i sindacati per aumentare la produttività, ora lavoriamo sul contenitore».

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