| categoria: Roma e Lazio, Senza categoria

TERRORISMO/ A Roma week end nero dei ristoranti, fino al 40% di clienti in meno

Disdette e prenotazioni annullate nei ristoranti della Capitale. Dopo gli attacchi di Parigi, stando alle testimonianze degli esercenti, lo scorso weekend è trascorso in modo anomalo per i locali della Capitale: un calo di presenze, con picchi del 40%, attribuibile almeno in parte secondo i ristoratori capitolini alla paura del terrorismo. Al calo fisiologico che si registra storicamente nel periodo di novembre, si sarebbe affiancato il clima di preoccupazione dopo l’allerta diramata anche in Italia per possibile rischio attentati. I più colpiti sono i locali del centro: da Prati a Trinità dei Monti, molte strutture lo scorso weekend erano meno pieni del solito. «In questi giorni abbiamo registrato un calo di presenze fino al 40% – dice all’AdnKronos Marco Ciampini, dell’omonimo locale a Trinità dei Monti – Ci sono state cancellazioni, anche gli albergatori hanno avuto disdette, stiamo vivendo un clima di preoccupazione e paura che invade tutti. Sono preoccupato per l’allarmismo che si è generato e mi auguro che passi presto, perché è giusto continuare a vivere». Parlano di un calo del 40% anche dall’Antica Griglia Toscana, in via dei Gracchi, nel quartiere Prati, a due passi dal Vaticano. «In questi giorni registriamo un calo di almeno il 40% nel nostro locale – spiegano dal ristorante – Dopo gli attentati di Parigi la gente ha paura, è inutile negarlo». «Effettivamente un calo di presenze si sta verificando, in media del 15%, ma ci sono anche locali che hanno perso di più», conferma Claudio Pica, presidente dell’Aeper, che chiede «un maggiore coordinamento tra le forze dell’ordine sul territorio» e «più controlli non solo intorno agli obiettivi sensibili ma anche nei pressi dei locali».
«Oggi parte il piano sicurezza – prosegue Pica – Mi sembra un piano positivo e mi auguro che venga applicato con il dovuto coordinamento tra le forze dell’ordine». «Ringrazio le forze dell’ordine per quello che stanno facendo ma è naturale che in questo periodo c’è bisogno di uno sforzo maggiore. Ieri sera sono passato nella zona di viale Aventino, dove nel weekend c’è stata meno gente rispetto al solito, e ho notato poco pattugliamento: non vorrei che l’incremento dei controlli sia attuato solo di giorno, quando è aperta la Fao, e si trascuri invece il pattugliamento intorno ai locali, che nella zona tra viale Aventino e Circo Massimo sono numerosi. Io credo che Roma sia una città sicura, ma è comprensibile che ora ci sia la paura, ci vorrà del tempo perché tutto torni alla normalità». «Dovremmo trovare le forze per far ripartire la ripresa che stavamo agganciando – aggiunge Pica – Non vorrei che la paura ci facesse ripiombare in una nuova recessione, che sarebbe deleteria per noi. Non dobbiamo fare il gioco dei terroristi, che vogliono che viviamo in un incubo permanente. Dobbiamo impedire che la città si fermi: oggi, non solo commercianti e istituzioni, ma tutti insieme dobbiamo essere uniti per uscire dalla paura».
La pensa diversamente Alessandro Camponeschi, dell’omonimo ristorante in piazza Farnese, ch

Ti potrebbero interessare anche:

FISCO/ Milano batte Roma, Portofino supera Cortina
FARMACAP/ Sindacati sconcertati per quanto sta succedendo in Consiglio Comunale
GIUSTIZIA/ Il Tar annulla la nomina di Lo Voi a capo della Procura di Palermo
Via del Tritone e della Panetteria, irregolare procedura di locazione degli uffici comunali? Lo dice...
Mondiali 2018/ Brasile delude, 1-1 con la Svizzera
Influenza, parte campagna vaccinale per gli operatori sanitari



wordpress stat