| categoria: In breve, Latina, Roma e Lazio

PRIMARIE/ Latina, il Pd vola basso. Il candidato sarà Forte

Dalle primarie esce il nome di Enrico Forte, consigliere regionale ed espressione dell’apparato. Uomo sicuro ma senza carisma, non attrae le folle. Sconfitto il candidato esterno – imprenditore con un passato di destra – sostenuto dal padre nobile del partito, il senatore Moscardelli. Servirebbe un big, un outsider, la sinistra rischia di perdere una storica occasione (potrebbe non capitale più per battere un centro destra oggi grigio e diviso

Andrea Benci

Enrico Forte 55 anni da Priverno, diploma di scuola superiore, professione politico, poltrone occupate: responsabile provinciale del Pd pontino e consigliere regionale. Un buon funzionario di partito, senza acuti ma anche senza brividi. Al di là del nome non si può dire che sia una personalità “forte”, in grado da sola di riportare la sinistra al potere nel capoluogo pontino: non ha carisma, non è un capopopolo, non attrae le folle, i suoi messaggi elettorali sono sensati, certo, perfino ovvi. Ma non infiammano. Eppure è quanto il partito di Renzi riesce a mettere in campo per la corsa a sindaco di Latina. Forte ha vinto nettamente le primarie: il suo avversario Galante, imprenditore alberghiero, un passato di destra, azzardato da quella parte del Pd che rimane convinto della necessità di coinvolgere anche l’altra parte dell’elettorato pontino, quella di destra, non ha convinto. Scena e retroscena. Il leader indiscusso del Partito, il senatore Moscardelli ha voluto rischiare un candidato “esterno”, esponente di quella società civile che tutti tirano in campo ogni volta che si devono cercare voti e poi sistematicamente dimenticano. Non sapremo mai se Galante sarebbe poi piaciuto ai suoi concittadini e se avrebbe raccolto consensi in aree inesplorate. Forte è stato spinto, votato, sostenuto, dalla nomenklatura del partito, quella che vuole andare sul sicuro, niente sorprese, niente colpi di testa. Ma decisivo è stato l’apporto dell’altro uomo forte di Latina, De Marchis, che subentrerà al candidato in Regione in caso di elezione. Troppo semplice? Forse, ma certamente molto umano. E così Latina resta appesa, e rischia di perdere l’occasione di sbancare sul piano elettorale la piazza del capoluogo pontino. L’occasione è forse unica, mai il centro e la destra, egemoni da sempre, sono apparsi così fragili, confusi, vulnerabili. Privi di personalità e di personaggi in grado di scaldare la piazza. Diamogli tempo di ricompattarsi e quella finestra elettorale si chiuderà . E’ una leggerezza, quella del premier/padrone del Pd che il partito rischia di pagare cara. Disattenzione, forse, o calcolo politico. Ma accade anche a Roma dove con la scusa del Giubileo qualcuno al Nazareno pensa addirittura di far slittare le elezioni per non perdere la faccia e il Campidoglio: nella capitale non c’è¨ traccia di candidati, nè di candidature autorevoli. Chissà che cosa ha in testa il dominus di Palazzo Chigi. Tornando al caso Latina c’è da dire che per i cittadini-elettori rischia di essere proprio dura. Non c’è¨ neanche la valvola di sfogo, sulla scheda elettorale, del simbolo del Movimento 5 Stelle. Alle politiche è valso tre deputati che non sono finiti bene, anzi. E lo scetticismo pesa. Se a Roma i grillini sono dati per certi almeno al ballottaggio, nel capoluogo pontino non li fila nessuno. Restano le liste civiche, sbiadite, fragili, a caccia solo di quel minimo consenso che vale un posto in consiglio comunale. Qualche reduce, qualche tentativo di rientro, ma niente che valga il prezzo del biglietto. Grigi i candidati del centro destra, se qualcuno non arriva all’ultimo momento con la star nazionale, con il personaggio, tanto vale mettere nella scheda direttamente il proprio nome e buttarla in caciara. Certo Latina non merita questo, ma la cosiddetta società civile, gli imprenditori, non hanno saputo o voluto rischiare di esporsi troppo, e ne pagano le conseguenze. Il Pontino o decolla o muore, scriveva qualcuno. Parole sante

Ti potrebbero interessare anche:

Il Colosseo? Chiuso per sciopero. I turisti a bocca asciutta
Sindaco di Cortina ai turisti: venite tranquilli, noi non uccidiamo gli orsi
Squilibrato uccide il padre e va a dormire, la mattina dopo confessa
Cadavere sui binari, giallo alla stazione Casilina: fermi i treni per Formia, Cassino e i Castelli
Scuole a rischio a Monteverde, ci mancava l'incendio alla Franceschi
Solo guai dalla Beirut dell'Eur, per le torri Tim e Cdp chiedono i danni al Comune



wordpress stat