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Maietta definitivamente fuori dal parlamento europeo: respinto il ricorso

uori dal Parlamento europeo e condannato pure a risarcire gli eletti. Peggio di così non poteva andare all’onorevole pontino Pasquale Maietta che, insieme ad altri 15 candidati alle europee per Fratelli d’Italia, tra cui Giorgia Meloni e Gianni Alemanno, si è visto respingere dal Tar del Lazio il ricorso contro il risultato elettorale 2014.

FdI, rimasto senza neppure un seggio nonostante avesse raccolto a livello nazionale 1.006.513 voti, aveva fatto ricorso, sostenendo che la soglia di sbarramento al 4% introdotta con la legge del 2009 sarebbe stata incostituzionale e contraria agli stessi trattati Ue. Per loro doveva essere garantita al partito la giusta rappresentanza. Maietta, che era già passato da assessore al Comune di Latina a deputato, era stato il terzo tra i più votati, con 9.700 preferenze. Un ottimo risultato per il pontino. Ma i giudici amministrativi hanno ritenuto il ricorso di Fratelli d’Italia infondato e condannato pure i ricorrenti a risarcire le spese legali sia allo Stato sia agli eletti e ai partiti che si erano difesi nel corso del giudizio, per un totale di circa ventimila euro. Addio dunque sogni europei e portafogli più leggero.

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