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Spara e uccide uno dei ladri, “Non volevo uccidere”, spiega il gioielliere. Il bandito era un ricercato. Caccia ai complici

“Non volevo assolutamente uccidere, volevo solo proteggere la mia famiglia”. Sono le parole dette ai carabinieri da Rodolfo Corazzo dopo l’uccisione di un rapinatore che, insieme a due complici, aveva preso di mira lui e la sua famiglia. La ricostruzione della dinamica e il curriculum del rapinatore ucciso sembrano dargli ragione, tanto che il procuratore aggiunto Alfreso Nobili, già poche ore dopo i fatti afferma: “Siamo nell’ambito della legittima difesa”.
La dinamica di tutto quanto è accaduto nella villetta di Lucino di Rodano (Milano) in cui Corazzo, gioielliere delle televendite, vive con la moglie e con la figlia di dieci anni, è all’esame dei carabinieri che – in primo luogo – stanno cercando i compagni della vittima. “Stiamo indagando – ha detto il comandante provinciale dei carabinieri Canio La Gala – E’ in corso una battuta per cercare i complici”. La vittima è stata identificata nel corso della notte. Valentin Frrokaj, albanese di 37 anni, era un ricercato “di un certo spessore” come dicono gli investigatori. Era evaso il 7 maggio 2014 dal carcere Pagliarelli di Palermo dove stava scontando una condanna all’ergastolo per l’omicidio di un connazionale commesso il 23 luglio 2007 a Brescia. Il 37enne era già evaso il 2 febbraio 2013 dal carcere di Parma (insieme con un altro detenuto albanese) ma era stato catturato il 14 agosto dell’anno successivo dai carabinieri di Cassano d’Adda (Milano).
Le ricerche sono estese a tutto il Nord Italia. I carabinieri, coordinati dal pm di Milano Grazia Colacicco, hanno esteso la ricerca in tutte le possibili direzioni di fuga. Secondo quanto riferito da Corazzo, i tre assalitori parlavano italiano ma avrebbero avuto un accento straniero, forse dell’Est Europa. Non lontano dalla villetta è stata anche trovata una Golf che risulterebbe rubata ma al momento non si hanno conferme che possa essere collegata alla ‘batteria’ di rapinatori.

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