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TELECOM/ Recchi, Cda con Vivendi si rafforza

Ancora una volta Telecom e i suoi manager rassicurano sul tema governance. «Con l’integrazione dei rappresentanti proposti da Vivendi, il cda di Telecom si arricchisce di nuove competenze e si rafforza, certo non si indebolisce» dice il presidente Giuseppe Recchi al convegno dei piccoli azionisti di Asati e alla vigilia del cda che valuterà di proporre all’assemblea l’allargamento del numero dei membri da 13 a 17 per consentire l’ingresso di quattro rappresentanti del suo primo azionista. E dal Senato, in particolare dal presidente della Commissione Industria Massimo Mucchetti arriva l’invito a Vivendi, «saremmo contenti di riceverli, se hanno tempo e modo», per capire le loro intenzioni su Telecom Italia. «L’idea in sé – ha proseguito Recchi – che un socio che ha il 20% voglia entrare nel Cda a mio giudizio è del tutto naturale e non lo credo solo io, visto che ho anche il riscontro degli investitori istituzionali, secondo cui è un esempio di buona governance». Anzi, ha aggiunto Recchi, «molti leggevano nell’assenza di Vivendi dal board una forma di disinteresse», quasi che il gruppo telefonico fosse «orfano del suo principale azionista». «Credo sia onesto dirsi che quando un’azienda ha un azionista con il 20% l’idea di averlo a bordo è solo buona governance» ha aggiunto Patuano. I francesi hanno chiesto di integrare l’ordine del giorno dell’assemblea del 15 dicembre, convocata per approvare la conversione delle azioni di risparmio, con la proposta di rideterminazione del numero dei consiglieri e la successiva nomina del ceo Arnaud de Puyfontaine, il cfo Hervé Philippe, il coo Stephane Rousell e l’indipendente Felicité Herzog. I fondi pensano sia eccessivo e contestano l’opportunità che siedano nel board tre rappresentanti operativi di un socio «di influenza notevole». Domani il cda «vedrà se è il caso di esprimersi sugli aspetti relativi alla qualità e alla quantità» dei quattro nuovi consiglieri, così come richiesto dal Comitato dei gestori di Assogestioni ha spiegato Recchi aggiungendo che il board «si deve preoccupare che la richiesta sia legittima e formalmente corretta». Non c’è solo il tema governance a impegnare Telecom in questi giorni. Telecom Italia è un’azienda «sexy», che si trova «nella sua forma migliore da 10 anni» ha detto Patuano al convegno Asati e a conferma della «grande salute» dell’azienda ha rivelato che le banche stanno «proponendo di fare un bond convertibile a 2 euro per azione con rendimento sotto l’1%». Il target price, ha aggiunto, «è a 1,50 euro». Il tema banda ultralarga è sempre attuale e in quanto alla newco dell’Enel Patuano ritiene «ci saranno aree in cui è altamente probabile che la loro rete sia meno costosa, altre in cui sarà più costosa perché lì noi possediamo l’infrastruttura». Lo scenario secondo cui il gruppo telefonico potrebbe affittare la rete a banda ultralarga che realizzerà l’Enel, «è razionale, Telecom sta avendo un comportamento razionale» commenta l’ad Francesco Starace e con l’ad di Telecom Patuano, aggiunge «ci vediamo continuamente, lasciateci lavorare».

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