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Ticket e ‘cartelle pazze’: il caso finisce in Procura

Le migliaia di “cartelle pazze” inviate dalla Regione Lazio finiscono all’attenzione della magistratura. A presentare un esposto è stata il Codacons, l’associazione dei consumatori, contro appunto l’ente regionale che ha messo in campo l’operazione di recupero dell’evasione fiscale sui ticket. Un’operazione, secondo il presidente Carlo Rienzi, che “si è trasformata in un fallimento totale che sta generando caos e disagi immensi ai cittadini. Migliaia di utenti, infatti, stanno ricevendo avvisi ‘pazzi’, addirittura si registrano casi di richieste di rimborso delle esenzioni intestate a bambini di pochi anni d’età, in totale violazione delle norme vigenti”, ha spiegato Rienzi annunciando l’azione legale.

“La situazione che si sta determinando è gravissima – ha proseguito – Trattandosi infatti di richieste relative a prestazioni di 6 anni fa, e non sapendo come difendersi, molti cittadini decidono di pagare le somme richieste dalla Regione, pur non essendo tenuti a farlo. Gli avvisi presentano carenze informative e non contengono indicazioni in merito alle prestazioni sanitarie e ai farmaci per i quali non si sarebbe pagato il ticket, il servizio di assistenza messo in campo dall’amministrazione è totalmente inadeguato, e addirittura per alcuni degli interessati si è giunti all’erronea moltiplicazione di accertamenti”, è la critica dell’associazione alla giunta regionale e al presidente Nicola Zingaretti.

Sul sito www.codacons.it , inoltre, il Codacons ha pubblicato un’istanza in autotutela che gli utenti possono scaricare per sospendere l’efficacia dell’avviso e, soprattutto, per chiederne l’annullamento da parte dell’ente.

Una situazione insostenibile che sta allarmando migliaia di famiglie di Roma e delle cinque province, su cui Francesco Storace (La Destra) ha chiesto ripetutamente al governatore di riferire quanto sta accadendo al Consiglio regionale.

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