| categoria: sanità

Con piatti “belli” in ospedale meno rischi di un nuovo ricovero. Fanno bene alla salute

Una bella presentazione del cibo ha effetti positivi non solo sull’umore ma anche sulla salute. Soprattutto in ospedale dove pasti ‘impiattati’ con gusto sono in grado di far aumentare del 20% l’assunzione di cibo e di ridurre il rischio di un nuovo ricovero, entro 30 giorni dalle dimissioni: si passa dal 31% delle possibilità, dopo ospedalizzazioni in cui le pietanze vengono servite in maniera standard, al 13% nel caso di un’attenzione maggiore all’estetica del piatto. A studiare questo inedito legame tra salute e ‘bellezza’ dei pasti ospedalieri un’équipe di ricercatori e nutrizionisti israeliani che, aiutati dall’istituto Paul Bocuse di Lione hanno realizzato uno studio pubblicato su Clinical Nutrition. In ospedale, sia a causa di analisi che prevedono il digiuno sia per la scarsa attrattività del cibo offerto, nel 30-70% dei casi i ricoverati hanno problemi di malnutrizione, soprattutto gli anziani. E più è lunga l’ospedalizzazione più il problema si avverte. Gli studiosi israeliani hanno provato a migliorare l’aspetto del cibo offerto in diversi reparti dell’ospedale di Tel Aviv. Per farlo hanno prima chiesto agli chef dell’ospedale di ‘andare a scuola’, per qualche giorno, in Francia, all’istituto Bocuse, dove i cuochi hanno appreso alcune tecniche per valorizzare esteticamente i piatti come: mettere la giusta quantità di salsa in rapporto alla pietanza, disporre le verdure a corona invece di ammassarle nel piatto, utilizzare semplicissimi piccoli abbellimenti (prezzemolo, limone, carote). La sperimentazione vera e propria ha poi coinvolto 206 pazienti per due settimane. Alcuni ricevevano il pasto standard, altri quello ‘migliorati’ solo esteticamente: gli alimenti erano infatti precisamente gli stessi. A sorpresa chi riceveva il piatto normale si lamentava molto di più del gusto (52% contro 24% di quelli con il piatto abbellito) e dell’odore (36% contro 18%). Secondo i ricercatori questa minima accortezza è in grado di incidere fortemente oltre che sulla salute anche sui costi, riducendo lo spreco di cibo e le giornate di ricovero.

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