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Nuove frontiere nella cura del Parkinson

Infusione intestinale di levodopa, stimolazione cerebrale profonda, ecco le nuove frontiere della terapia del Parkinson, oggi realtà al Centro Parkinson dell’azienda ospedaliera universitaria della Sun. La malattia di Parkinson è una malattia neurodegenerativa progressiva, che colpisce circa il 2% della popolazione sopra i 65 anni in Italia. Si stima che in Campania ne soffrano circa 12.000 pazienti. Ad oggi, non esistono terapie in grado di arrestarne la progressione, ma diversi sono i farmaci in grado di garantire ai pazienti, soprattutto nei primi anni di patologia, una buona autonomia motoria e una qualità di vita più che soddisfacente.

Nel corso del tempo, però, gli effetti combinati della progressione della malattia e del trattamento farmacologico prolungato possono causare una serie di complicanze a causa delle quali il paziente manifesta durante la giornata gravi fasi di blocco motorio e movimenti involontari che interferiscono con l’equilibrio e la deambulazione, al punto che può rendersi necessaria un’assistenza continuativa.

E’ proprio in questa fase della malattia che si può ricorrere a due tecniche terapeutiche, in grado di rivoluzionare la qualità di vita del paziente: l’infusione intestinale di duodopa, una formulazione gelificata della levodopa ad alta concentrazione, somministrata continuamente e direttamente nell’intestino dall’esterno, azionando una piccola pompa che il paziente porta a tracolla; la Stimolazione cerebrale profonda (DBS), praticata in collaborazione con l’equipe di Paolo Cappabianca, neurochirurgo dell’Università “Federico II”, che attraverso il posizionamento di due elettrodi in strutture nervose situate profondamente nel cervello e deputate al controllo dei movimenti, consente di modularne il funzionamento.

Nel corso degli ultimi anni il Centro Parkinson, coordinato da Alessandro Tessitore, della I Clinica Neurologica dell’AOU SUN, diretta da Gioacchino Tedeschi, ha intensamente sviluppato queste due tecniche, ampiamente utilizzate nella malattia di Parkinson, con risultati estremamente incoraggianti, che saranno presentati in occasione della Giornata Parkinson 2015 (www.giornataparkinson.it), iniziativa annuale organizzata dalla Accademia LIMPE-DISMOV (Lega Italiana per la lotta contro la Malattia di Parkinson) che quest’anno vede come testimonial nazionale il campione olimpico Juri Chechi.

L’evento, rivolto ai pazienti e a tutti coloro che volessero avere maggiori informazioni sulla patologia, si terrà sabato 28 novembre 2015 (dalle 11 alle 13) presso il I° Policlinico di piazza Miraglia e vedrà i medici del Centro Parkinson SUN in collaborazione con il Centro Parkinson dell’AORN Cardarelli (coordinato da Valentino Manzo) impegnati in un seminario congiunto su tutti gli aspetti della malattia, in particolare quello delle terapie innovative.

“Quando la selezione del paziente è accurata – spiega Alessandro Tessitore – queste terapie garantiscono una stimolazione continua e una risposta terapeutica costante, in grado di contrastare sia i blocchi motori imprevedibili che i movimenti involontari invalidanti”. “Implementare queste terapie in Campania e sostenerle nel tempo non è facile – aggiunge Gioacchino Tedeschi – ed ha richiesto molto impegno e la creazione di team multidisciplinari complessi: tuttavia, i nostri sforzi sono ampiamente premiati dal miglioramento della qualità di vita dei nostri pazienti quando accuratamente selezionati. E’ importante per loro sapere di avere una valida alternativa ai farmaci per via orale quando questi non dovessero più garantire una buona risposta terapeutica, ed è nostro dovere promuovere una corretta informazione sull’utilizzo di terapie specialistiche praticate presso Centri di riferimento”.

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