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A Napoli Pd tra Bassolino e caso Nd, Lettieri in campo

Luigi de Magistris, Gianni Lettieri, Antonio Bassolino: a sei mesi dalle elezioni comunali a Napoli i tre sono già in campagna elettorale. Ma se i primi due sono certi di avere il nome sulla scheda, Bassolino si prepara a passare per le primarie. Il centrosinistra presenta il quadro più complicato. Il giallo Ncd scoppiato all’indomani dell’ingresso in coalizione ha messo a nudo le divisioni all’interno della segreteria provinciale di Venanzio Carpentieri. Il lavoro, che passa anche per la nuova segreteria regionale dei capicorrente, è ora quello di ricomporre le fratture: «Io ho in mente le elezioni e lavoro per vincerle, come ho fatto da sindaco», dice oggi Carpentieri che ha retto alla bufera in ore in cui qualcuno era pronto a giocarsi la carta Gennaro Migliore come commissario. E Ncd? Alla fine non parteciperà alle primarie ma potrebbe unirsi dopo alla coalizione. Resta lo scouting per un candidato da opporre a Bassolino alle primarie: si guarda ai politici, da Impegno a Ranieri, da Gianluca Daniele a Francesco Nicodemo, ma anche alla società civile, con l’imprenditore Dario Scalella su tutti. Una parte del Nuovo Centrodestra, intanto, cerca anche il dialogo con il centrodestra vero e proprio, quello di Forza Italia e Fratelli d’Italia. «Il dialogo c’è – conferma Armando Cesaro, capogruppo di Fi in Regione – anche perché il centrodestra è la casa naturale di Ncd, e per loro le porte restano aperte». Una casa che ha già anche un candidato per Palazzo San Giacomo: è Gianni Lettieri, sconfitto quattro anni fa al ballottaggio, ma che non ha mollato, lavorando sui movimenti civici per la rivincita. Lettieri, che domani guarderà al futuro con l’iniziativa «Napoli 2025» al Circolo Artistico Politecnico, a ha coagulato Fi e Fli, punta forte sul voto moderato. Lavora anche il sindaco uscente Luigi De Magistris, con il fratello Claudio che da mesi guida la macchina dell’associazione «Dema». In squadra ha già Sinistra Italiana, (Sel e la sinistra Pd fuoriuscita), ma punterà prima di tutto sulle liste civiche, che saranno almeno tre. Con il primo cittadino un team di assessori uscenti, tra cui Sandro Fucito, Ciro Borriello e Alesandra Clemente, ma anche l’ex assessore Marco Esposito con il suo Movimento «Mò» e altre realtà meridionaliste come Unione Mediterranea e Partito del Sud, oltre alla sinistra tradizionale di Rifondazione e Comunisti Italiani. Potrebbe esserci anche una lista che guarda ai moderati, guidata da Raimondo Pasquino, presidente uscente del consiglio comunale. Nessun accordo, invece con i Cinque Stelle. Roberto Fico ha confermato che i big non saranno in campo «né io né Di Maio correremo», spiegando che il Movimento «presenterà il proprio candidato a gennaio 2016». Il dibattito è però aperto sul metodo di scelta: in vantaggio pare il «modello Milano» che prevede una rosa tra cui gli iscritti scelgono, votando fisicamente, i nomi della lista e poi il candidato sindaco; ma c’è pure il «modello Roma», con le autocandidature in video e il voto online degli iscritti.

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