| categoria: politica

Il Cav attacca Renzi, “mance disgustose, siamo al regime”

Silvio Berlusconi torna in campo, mena fendenti contro il premier Renzi, parla di «regime» e di un governo che è «contro il popolo». Boccia come «mance elettorali disgustose» i 500 euro per la cultura a chi compie 18 anni e rilancia il centrodestra come forza per guidare il Paese e bloccare la strada a M5s. «Ho un programma per vincere con oltre tre milioni di voti», dice dal palco del convegno a Mogliano Veneto promosso dal Ppe. L’ex premier spazia a tutto campo, alterna temi di urgente attualità, come la lotta all’Isis, ad aneddoti di passata vita al governo – «regalavo 12 cravatte a tutti i colleghi del G8 e ne ho presieduti tre» – ma marca con forza la scelta di tornare ad essere protagonista. «Volevo – sottolinea – tornare in campo solo dopo la certezza di una conclamata innocenza. Ho sentito un forte senso di responsabilità e su richiesta di tutti coloro che militano in parlamento, dei nostri coordinatori regionali e degli azzurri che ci seguono ho preso la decisione di tornare in campo». Nel centro del mirino politico c’è Renzi. In Italia, dice Berlusconi, «c’è un’emergenza democratica», c’è un premier che non è stato eletto «nemmeno per fare il parlamentare», c’è il Pd «che non è tutto con lui», c’è che sta mettendo uomini suoi negli enti e nelle aziende di Stato« e l’ultimo caso sono »le nomine di Ferrovie dello Stato«. Una situazione che ha un unico nome: »regime e non possiamo accettarlo«. Guarda così a quanto sta avvenendo in casa Pd – »alcuni hanno avuto il coraggio di andarsene e si profila la possibilità che se ne vadano altri« -, parla delle previsioni di un partito che potrebbe non arrivare al 40% alle elezioni ma alza il segnale di pericolo per un possibile ballottaggio del Pd con M5s con la vittoria dei pentastellati. »Se così fosse – rileva -, l’Italia finirebbe in mano a una banda di balordi«. Da qui, la necessità per il centrodestra – »terzo componente della democrazia« – di rafforzarsi »per vincere al primo turno le elezioni«. Nel programma di governo non può mancare un tema caro all’ex premier: »mi hanno implorato di non parlarne ma un punto preciso sarà la riforma della magistratura«, da intendersi giustizia. Alla platea chiede: »se potessi ancora partecipare e girare l’Italia non pensate che potremmo salire di altri dieci punti?«. L’urgenza internazionale, dopo gli attentati di Parigi, apre il discorso sul ruolo dell’Europa che deve essere unita a fianco di Usa e Russia contro il terrorismo. C’è un solo modo, spiega, »per estirpare il cancro dell’Isis e del disastro in Siria. Nessun Paese può andare da solo«. La strada è quella indicata dall’amico Putin: »una grande coalizione che sotto l’Onu metta insieme Usa, Russia, Ue, Cina e qualche stato arabo«. Altra urgenza è l’immigrazione, con il rischio di un aumento esponenziale dei furti – »il 72% di chi compie furti è un immigrato« – e anche qui bordate contro il governo: »cosa ha fatto di fronte a questo pericolo? Ha ridotto di 15mila unità le forze dell’ordine e ha pensato di offrire a chi rischia la vita 8 euro al mese«.

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