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MIGRANTI/ Barriere metallica tra Macedonia e Grecia

L’Europa dei muri anti-immigrati si allarga anche al fronte sud della ‘rotta balcanica’. Dopo le barriere ‘difensive’ innalzate alle frontiere di Ungheria, Serbia, Croazia e Slovenia, anche la Macedonia, dopo tanti annunci e tentennamenti, ha avviato ufficialmente oggi i lavori di costruzione di una barriera metallica e filo spinato al confine meridionale con la Grecia, da dove arriva il grosso del flusso di migranti e profughi mediorientali diretti in nord Europa. La reazione non si e’ fatta attendere, con centinaia di migranti esasperati dall’attesa che si sono pesantemente scontrati con la polizia macedone. La barriera, alta tre metri, riguardera’ alcuni tra i tratti più caldi ed affollati della frontiera, i piu’ utilizzati dai migranti in arrivo da Turchia e Grecia. Le autorita’ di Skopje si sono affrettate ad assicurare che la frontiera greco-macedone restera’ regolarmente aperta e che la barriera ha il solo scopo di prevenire passaggi illegali e incanalare al meglio e in modo piu’ umano e ordinato le colonne di migranti verso i checkpoint ufficiali e i centri di registrazione. La tensione alla frontiera fra Macedonia e Grecia e’ andata via via aumentando dopo la decisione di Skopje, analoga a quella presa da Slovenia, Croazia e Serbia, di consentire l’ingresso in territorio macedone solo ai profughi provenienti da zone di guerra di Siria, Iraq e Afghanistan, chiudendo le porte invece al resto dei migranti cosiddetti ‘economici’, che a centinaia affollano da giorni la ‘terra di nessuno’ al confine greco-macedone, dove a piu’ riprese si registrano contestazioni e manifestazioni di protesta. Iraniani, pachistani, somali, marocchini e altri nordafricani, cittadini del Bangladesh e di altri Paesi di Africa e Asia non interessati da conflitti sanguinosi e guerre civili non vengono fatti entrare in Macedonia, e nei giorni scorsi per protesta in tanti si sono cuciti le labbra con ago e filo, mentre altri hanno iniziato lo sciopero della fame. A far esplodere nuovamente la rabbia dei dannati prigionieri nella ‘terra di nessuno’ e’ stata oggi la vista dei soldati macedoni intenti a erigere la barriera metallica al confine. Dopo che un migrante marocchino e’ rimasto gravemente ustionato in seguito al contatto con un cavo dell’alta tensione nel tentativo di oltrepassare il confine, centinaia di ‘migranti economici’ hanno preso a bersagliare le forze di polizia macedoni con sassi, bottiglie a altri oggetti. Gli agenti, che sono brevemente entrati anche in territorio ellenico, hanno risposto con lacrimogeni e granate assordanti. Il bilancio dei violenti scontri – durante i quali i migranti hanno scandito piu’ volte a gran voce ‘Allah e’ grande’ in arabo – e’ stato di almeno 18 poliziotti feriti, due dei quali in modo grave alla testa, e ingenti danni materiali, con numerose auto danneggiate. Intanto, nonostante le condizioni meteo ormai invernali con freddo pioggia e neve, il flusso di migranti e profughi prosegue massiccio lungo la ‘rotta balcanica’ verso quella che e’ considerata la Terra Promessa: Germania, Svezia e altri Paesi del nord Europa.

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