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FRIULI/ Nel piano 2016 più ambulanze e dentiera gratis

Incremento di 30 milioni al fondo per la sanità del Friuli Venezia Giulia da destinare alla spesa corrente, e altri 20 milioni per gli investimenti, con criteri di riparto tra le Aziende governati dai costi standard.Tutto compreso si tratta di 2 miliardi e 169 milioni di euro assegnati alle (ancora per poco) sette Aziende sanitarie e ospedaliere, e ai due Irccs della regione.Con un aumento importante per la Aas 2 Bass Friulana-Isontina (circa 10 milioni in più), 19 alla Aas 3 Alto Friuli, 4,5 alla Aas 5 Friuli occidentale.

Stanziamento in linea con lo scorso anno per gli Irccs Burlo e Cro e per l’area Udinese che, insieme a quella Triestina, dovrà completare entro l’anno la riorganizzazione arrivando alla nascita dell’Azienda unica ospedale-territorio. Partita da definire a piè di lista quella dei farmaci ad alto costo, la cui spesa sta pesando e non poco sui bilanci delle Aziende

Spesa storica ormai al lumicino, «visto che il prossimo – spiega l’assessore alla Salute, Maria Sandra Telesca, che ha portato ieri in giunta le Linee di gestione 2016 per il Servizio sanitario regionale – sarà il terzo anno di applicazione dei criteri dei costi standard.

E se il primo anno erano 350 i milioni che non venivano ripartiti in questo modo, per il 2016 siamo a 100 milioni. Ovviamente la Regione è pronta a intervenire in caso di difficoltà, ma direi che abbiamo ormai imboccato la strada dell’equità».

Oltre che a ripartire le risorse, le linee guida rilanciano la parola d’ordine “appropriatezza” che deve guidare ogni attività sanitaria, dai ricoveri alle prescrizioni di visite ed esami, e assegnano compiti alle Aziende che devono proseguire nelle riorganizzazioni finalizzate a ridurre progressivamente l’ospedalizzazione per privilegiare l’assistenza territoriale. «E per la prima volta al territorio andranno più risorse che agli ospedali».

Nelle linee guida diversi sono gli obiettivi indicati, dal monitoraggio sulle liste di attesa, per ridurre i tempi in alcune specialità, all’avvio dell’odontoiatria sociale, «progetto – sottolinea Telesca – che ha richiesto un lavoro imponente di ricognizione ma che ora è pronto a partire con l’attivazione dei 4 pronto soccorsi odontoiatrici, uno per provincia».

Alle persone in difficoltà (definita in 15 mila euro di Isee la soglia per accedere al servizio) verrà anche assicurata la possibilità di avere una protesi mobile, indispensabile per una corretta masticazione.

Il 2016 sarà anche l’anno della nascita dei Centri di cure primarie e delle Aggregazioni funzionali, ovvero i principali punti di riferimento per i cittadini dove potranno trovare sia l’assistenza medica di base che pediatrica, diagnostica di base e servizi infermieristici.

Progetti nei quali verranno coinvolti i medici di famiglia per attivare ambulatori che siano aperti per più ore al giorno e per più giorni alla settimana di quanto non accada oggi.

Altro capitolo è dedicato alle misure di prevenzione e alla medicina di iniziativa, «via da privilegiare rispetto alla medicina difensiva, perché avvantaggia i cittadini», ricorda Telesca.

Il 2016 sarà anche l’anno della centrale unica del 118 e dell’attuazione del piano dell’emergenza che beneficerà di risorse finalizzate all’acquisto di mezzi (ambulanze) e di personale.

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