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Omicidio stradale in aula al Senato: terza lettura e potrebbe non essere l’ultima

Terza lettura e potrebbe non essere l’ultima. A dispetto del prudente ottimismo della maggioranza, nessuno può escludere che, per varare la legge sull’omicidio stradale, oltre a quello che si apre il 3 dicembre al Senato, sia necessario un ulteriore passaggio alla Camera. Pur essendo infatti stato licenziato dalla commissione Giustizia senza modifiche rispetto al testo approvato lo scorso 28 ottobre a Montecitorio, non sono pochi, nè di poco conto, i problemi che l’aula di palazzo Madama dovrà risolvere. I principali nodi da sciogliere, ha riferito infatti il relatore del provvedimento Giuseppe Cucca (Pd), riguardano le regole sul ritiro della patente, l’arresto in flagrante e l’aggravante della fuga. Modifiche che non cambiano il principio-base della normativa: l’omicidio stradale colposo è un reato a sé e viene sanzionato con un aggravamento delle pene, nel caso venga commesso sotto l’effetto di droghe o alcol. È questa la caratteristica più rilevante del testo uscito dalla Camera con 276 si’, 20 no e 101 astenuti. Il reato di omicidio stradale è stato graduato su tre varianti: resta la pena già prevista oggi (da 2 a 7 anni) nell’ipotesi base, quando cioè la morte sia stata causata violando il codice della strada. Ma la sanzione penale è cresciuta sensibilmente negli altri casi: chi infatti uccide una persona guidando in stato di ebbrezza grave, con un tasso alcolemico oltre 1,5 grammi per litro, o sotto effetto di droghe, rischia ora da 8 a 12 anni di carcere. Nei casi più gravi di omicidio stradale plurimo, la detenzione può arrivare fino a 18 anni. Sarà invece punito con la reclusione da 5 a 10 anni l’omicida il cui tasso alcolemico superi 0,8 g/l oppure abbia causato l’incidente per condotte di particolare pericolosità (eccesso di velocità, guida contromano, infrazioni ai semafori, sorpassi e inversioni a rischio). In via speculare la legge prevede una stretta anche per le lesioni stradali. Ipotesi di base rimane invariata ma le pene vanno al rialzo se chi guida è ubriaco o drogato: da 3 a 5 anni per lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime. Se comunque chi è al volante ha bevuto (soglia 0,8 g/l) o l’incidente è causato da manovre pericolose scatta la reclusione da un anno e 6 mesi a 3 anni per lesioni gravi e da 2 a 4 anni per le gravissime. La legge contiene norme specifiche per i conducenti dei mezzi pesanti. L’ipotesi più grave di omicidio stradale (e di lesioni) si applica ai camionisti e agli autisti di autobus anche in presenza di un tasso alcolemico sopra gli 0,8 g/l. Le sanzioni vengono aumentate anche per chi si dà alla fuga dopo aver causato un incidente. Se il conducente si allontana senza prestare soccorso scatta l’aumento di pena da un terzo a due terzi, e la pena non potrà comunque essere inferiore a 5 anni per l’omicidio e a 3 anni per le lesioni. Altre aggravanti sono previste se si causano la morte o lesioni di più persone, oppure se si guida senza patente o senza assicurazione. È inoltre stabilito il divieto di equivalenza o prevalenza delle attenuanti su specifiche circostanze aggravanti. La pena è invece diminuita fino alla metà quando l’incidente è avvenuto anche per colpa della vittima. In caso di condanna o patteggiamento (anche con la condizionale) per omicidio o lesioni stradali, la patente viene automaticamente revocata. Una nuova patente sarà conseguibile solo dopo 15 anni (omicidio) o 5 anni (lesioni). Questo termine è però aumentato nelle ipotesi più gravi: se ad esempio il conducente è fuggito dopo l’omicidio stradale, dovranno trascorrere almeno 30 anni dalla revoca del divieto. Per il nuovo reato di omicidio stradale, sono previsti il raddoppio dei termini di prescrizione e l’arresto obbligatorio in flagranza nel caso più grave (bevuta ‘pesante’ e droga). Negli altri casi l’arresto è facoltativo. Il pm, inoltre, potrà chiedere per una sola volta di prorogare le indagini preliminari. La legge prevede tra l’altro che il giudice possa ordinare anche d’ufficio il prelievo coattivo di campioni biologici per determinare il dna. Nei casi urgenti e se un ritardo può pregiudicare le indagini, il prelievo coattivo può essere disposto anche dal pm.

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