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I servizi francesi, “Salah è fuggito in Siria”

Questa volta sono fonti di intelligence francese a dirlo: Salah Abdeslam, il super ricercato per le stragi del 13 novembre a Parigi, è fuggito in Siria. A riferirlo è stata la Cnn, citando ambienti «vicini alle indagini» e all’antiterrorismo. Una rivelazione che si aggiunge a quanto già pubblicato dal quotidiano belga fiammingo Het Laatste Nieuws e dal settimanale francese Valeurs Actuelles alcuni giorni fa. Ma nella notte tra domenica e lunedì la polizia belga è tornata a perquisire alcune abitazioni a Molenbeek in cerca della ‘primula rossa’, su indicazioni di un abitante della zona, salvo poi scoprire che chi aveva segnalato la presenza del terrorista si è probabilmente preso gioco di loro. Di fatto c’è che le tracce dell’uomo si perdono nel pomeriggio del 14 novembre. L’ultimo a vedere Salah è l’amico Ali Oulkadi, che lo accompagna da Laeken a Schaerbeek. Scendendo dall’auto il terrorista dice: «Aspetta cinque minuti prima di ripartire, fino a quando non me ne sarò andato. Non mi rivedrai più». Il ministro dell’Interno belga Jan Jambon, parlando ai microfoni tv la settimana scorsa, aveva detto: «Penso che Salah Abdeslam abbia trovato molto sostegno, in particolare di tipo logistico». Secondo esperti di terrorismo come Claude Moniquet, il fuggitivo potrebbe contare su una vasta rete di case sicure. Si stima che siano almeno un centinaio i nascondigli nell’Europa occidentale: alloggi comuni, in cui vivono famiglie all’apparenza normali, ma che all’occorrenza sono pronte ad accogliere i fuggitivi. E per non essere rintracciati, i terroristi cambiano spesso il loro nascondiglio, qualche volta utilizzando le stesse modalità dei trafficanti di droga, con un auto a fare da ‘battistrada’, pronta a segnalare controlli e posti di blocco. Per opporre una lotta più serrata al terrorismo islamico il premier Charles Michel ha chiesto un’agenzia di 007 europea, rilanciando la proposta del commissario europeo Dimitris Avramopoulos, di fronte alla quale però i ministri dell’Interno francese Bernard Cazeneuve e tedesco Thomas de Maiziere hanno già frenato. Intanto infuria la polemica sulla grande moschea di Bruxelles, finanziata dalla Lega islamica mondiale, organizzazione internazionale fortemente legata all’Arabia Saudita, che alcuni considerano terreno fertile per l’estremismo. Mentre oggi, dopo la lunga serie di falsi allarmi degli ultimi giorni, un dispositivo esplosivo artigianale è stato scoperto in prossimità nella caserma di Heverlee a Lovanio. La recinzione dell’area militare è stata tagliata ma il dispositivo di innesco, collegato a delle bottiglie molotov lasciate vicino a cinque veicoli militari, non ha funzionato. Sull’episodio indaga il Servizio generale di intelligence militare. Difficile per ora stabilire se ci sia qualche collegamento col terrorismo.

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