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CLIMA/ L’Italia firma appello tagliua-sussidi a fonti fossili

Al vertice Onu sui cambiamenti climatici in corso a Parigi, l’Italia sottoscrive un ‘manifesto’ per tagliare i sussidi ai combustibili fossili, rientrando in una coalizione di Paesi che rivolge un appello alla comunità internazionale per l’eliminazione graduale degli incentivi alle fonti inquinanti. Della coalizione fanno parte 39 governi, tra cui Francia, Germania, Gran Bretagna, e Usa; ma anche aziende e organizzazioni internazionali (come l’Agenzia internazionale per l’energia e l’Ocse). Obiettivo dell’iniziativa (Friends of fossil fuel subsidy reform) è «accelerare» gli sforzi per eliminare i sussidi, promuovendo politiche trasparenti. I governi nel mondo spendono ogni anno oltre 500 miliardi di dollari per calmierare i costi di petrolio, gas e carbone, e rimuoverli significherebbe tagliar i gas serra del 10% al 2050. In Italia vanno 14,7 miliardi di euro ogni anno ai combustibili fossili, tra «sussidi» diretti e indiretti, e fra i settori con il ‘peso’ maggiore ci sono i trasporti e le imprese energivore. A dirlo è Legambiente in un nuovo report, ‘Stop sussidi alle fonti fossili’ che non tiene conto dei costi esterni (altrimenti il totale sarebbe più alto), in cui sottolinea che è «un incentivo per la causa principale dei cambiamenti climatici». A livello globale – spiega Legambiente citando i dati del Fondo monetario internazionale, che contempla meno voci ma inserisce i costi esterni (e dove il nostro Paese raggiunge 13,2 miliardi) – i sussidi sono arrivati «nel 2015 a 5.300 miliardi di dollari, 10 milioni di dollari al minuto» pari al «6,5% del Pil mondiale, più della spesa sanitaria totale di tutti i governi del mondo». In testa ai maggiori investitori c’è «la Cina con 2.272 miliardi», seguita da «Stati Uniti con 699 miliardi e Russia con 335 miliardi»; in Europa è «la Germania la maggior sostenitrice delle fonti fossili con 55,6 miliardi di dollari, seguita dal Regno Unito (41,2 miliardi), dalla Francia (30,1 miliardi), la Spagna (24,1 miliardi)». Per il vicepresidente di Legambiente, Edoardo Zanchini, «la Cop21 può essere una straordinaria occasione per far assumere all’Europa un ruolo da protagonista. Al governo Renzi chiediamo un’operazione di trasparenza sui sussidi alle fonti fossili e di avere il coraggio di mettersi a capo di una coalizione internazionale per cancellarli». Nello specifico fermare i sussidi alle fonti fossili consentirebbe di «ridurre le emissioni di CO2 di 750 milioni di tonnellate», un taglio del «5,8% al 2020» che – secondo il ‘manifesto’ taglia-sussidi – potrebbe arrivare al 10% al 2050. Il collegamento tra combustibili fossili e gas serra trova conferma in un rapporto dell’Ocse: «la dipendenza dai combustibili fossili del sistema energetico mondiale ha prodotto l’84% delle emissioni di gas serra». Secondo la segretaria esecutiva dell’Unfccc (United Nations framework convention on climate change) Christiana Figueres «le enormi cifre» di cui si parla «potrebbero essere spese meglio in scuole, assistenza sanitaria, energie rinnovabili

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